MIRAN PECENIK's PRESS
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06/02/1996
COMPUTERWORLD

Gli istituti alla scoperta di internet
Informazioni e servizi online


S ono già più di venti le aziende di credito italiane che in pochi mesi hanno aperto un sito web. Breve viaggio tra promozioni e servizi



MILANO Anche le banche italiane guardano a Internet. Sarà perché il fascino della "rete" di questi tempi è riuscita a rompere il muro di diffidenza degli operatori bancari nostrani, sarà perché alcuni istituti di credito intendono esplorare nuove tipologie di servizi, certo è che già 23 aziende bancarie del nostro Paese hanno aperto un sito Iternet (in gergo Web) negli ultimi quattro mesi, e la lista si allunga rapidamente con nuovi operatori ogni giorno.

E questa è già una prima sorpresa. Ufficialmente infatti il mondo bancario guarda a Internet con molto sospetto. In più di un'occasione, molti personaggi provenienti da vari istituti e dalle associazioni del settore si sono espressamente dichiarati prudenti, ponendo una serie di dubbi, non del tutto infondati, su tematiche come sicurezza, reali costi operativi e reali possibilità di successo dei servizi online.

Si deve anche tener presente che l'Associazione Bancaria Italiana non ha ancora un suo sito (ma sappiamo che in queste settimane si sono svolte le prime dimostrazioni di fornitori presso l'ABI) e la Banca d'Italia ha per adesso solo un indirizzo di posta elettronica, piuttosto dimenticato a detta di chi ha lasciato dei messaggi. Per questo gli istituti con un sito Internet sono da considerarsi come dei veri e propri pionieri.

Compiendo un viaggio tra questi siti ci si accorge subito di come le banche attualmente siano tutte in fase di sperimentazione. Infatti, c'è chi dispone di una sola pagina Web e per di più completamente vuota (in alcuni casi, per esempio non è stato nemmeno digitalizzato il logo dell'istituto di credito) e c'è qualcuno che dimostra una certa padronanza tecnologica, ma non sa come utilizzare le opportunità commerciali legate al mezzo. E' il caso di un'istituto sul cui sito non si trovano informazioni sui diversi tipi di conto corrente disponibili, ma si trovano notizie di servizio solo sugli indirizzi delle diverse filiali, e poi una serie di immagini digitalizzate la cui collocazione è perlomeno dubbia. Se, infatti, è accettabile a titolo culturale proporre immagini della pinacoteca privata della banca, non si capisce che interesse possa suscitare nel visitatore del sito (cliente reale o potenziale) la fotografia del bar presso la sede centrale, foto accompagnata da una didascalia da Oscar dell'ambiguità : "Il bar della sede centrale ove la clientela, con l'utilizzo della carta Bancomat, può, gratuitamente accedere e consumare".



PER ADESSO POCHI SERVIZI

Tra quelli che hanno compiuto qualche passo in più in questa fase di sperimentazione, bisogna distinguere tra coloro che per ora utilizzano il sito in modo pesantemente promozionale, offrendo solo una piccola parte di servizi, e coloro ce invece danno già ampio spazio a informazioni utili per gli affari del cliente.

Attenzione: la parte di promozione non è da intendersi in maniera negativa, anzi su un media come Internet è da ritenersi necessaria. Ma per fidelizzare il visitatore del sito, che potrebbe essere già cliente della banca o potrebbe diventarlo in futuro, bisogna dare risalto ai servizi già disponibili su Web, anche se sono pochi ed estremamente banali, poiché l'impatto sul visitatore è in ogni caso positivo.

Il sito Comit (indirizzo http://www.bci.it) si trova un po' in questa situazione. Un visitatore disattento non ha la sensazione che la banca gli stia fornendo un servizio, ma - a cercare bene - qualcosa c'è. Ci sono tutte le informazioni sulle diverse tipologie di conti, sui certificati di deposito, sui prodotti previdenziali e assicurativi, sulle attività tecnologiche della banca (tra cui il phone banking); ci sono poi le notizie per gli azionisti, ma il carattere promozionale di queste pagine traspira da ogni riga. Sotto la semplice dicitura "Pubblicazioni" si trovano, invece, cose di altissimo livello, ovvero i documenti economici del prestigioso ufficio studi Comit, disponibili in versione integrale - una parte anche in lingua inglese - e gratuitamente. Non si tratta certo di un servizio bancario in senso stretto, ma un maggior risalto genererebbe nel visitatore giudizi molto positivi e non cautamente freddino come purtroppo accade ora. Dal punto di vista tecnico si può solo dire che il sito Web di Comit è basato su un sistema in tecnologia RISC.

Per quanto riguarda la sicurezza, per ora questo problema è stato risolto in modo elegante. Il sito Comit è stato affidato in outsourcing a una società esterna (Telnet) e non è in nessun modo collegato direttamente al sistema informativo centrale della banca. Ovviamente la soluzione di outsourcing è stata scelta per più motivi - controllo dei costi e altro -, ma nel momento in cui nasceranno i primi servizi online dovranno essere adottate altre soluzioni.

La Banca Popolare di Sondrio (http://www.popso.it) ha deciso di giocare la carta della grafica, cosa che si traduce in un interfaccia sicuramente più gradevole per il visitatore, ma che può rallentare di molto la comunicazione tra la stazione Internet e il sito Web, e quindi la consultazione. In questo sito si trovano molte informazioni non solo riguardo alla banca, ma anche a documenti di carattere culturale, scientifico ed economico relativi a tutta la provincia di Sondrio. Insomma, la banca si è fatta un po' promotrice del territorio in cui opera e questo, se si pensa che questo sito può essere visitato da utenti di tutto il mondo, è sicuramente uno sforzo apprezzabile.

Per quanto riguarda attività strettamente bancarie, il sito non fornisce servizi online studiati ad hoc, ma informazioni su tutti i servizi dell'istituto, con un sistema di ricerca dei documenti piuttosto efficiente.

Per esempio, nell'area di presentazione della gestione del risparmio, le possibili scelte per il visitatore vengono presentate con frasi molto esplicative: come investire i risparmi a breve termine, come investire i risparmi a medio termine, come investire i propri risparmi volendo rischiare un poco. Scegliendo una di queste opzioni, viene presentata all'utente una pagina riassuntiva di tutti i prodotti disponibili, dai fondi comuni ai certificati di deposito, dai BOT alle obbligazioni. E' da sottolineare il fatto che le opzioni di investimento non si limitano ai prodotti della banca, ma spaziano largamente tra quelle disponibili sul mercato.

Il premio "fair play" non possiamo però consegnarlo alla Banca popolare di Sondrio: la Banca di Credito di Trieste (http://www.spin.it/bctkb/) compete a pari merito con l'istituto lombardo.

Il sito della banca triestina, infatti, fornisce tra le varie informazioni la lista degli istituti di credito italiani presenti su Internet e i link (cioè i collegamenti diretti) ai Web corrispondenti.

Quest'ultimo sito è quello che fornisce più servizi, oltre che il link verso Web di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, come anche a siti che riportano le quotazioni di borsa di Milano, New York, Lubiana (e altre). E' disponibile anche un link a Digicash (un Web di un'azienda statunitense specializzata in strumenti di pagamento elettronici, che fornisce anche un'area commerciale dove è possibile acquistare beni in "cyberdollari"). Ma esistono anche cose più banali come la tabella dei cambi aggiornata ogni mattina prima delle 9.30, in anticipo rispetto anche all'esposizione della tabella cambi nelle filiali della banca (operazione che generalmente viene condotta intorno alle 10.00 di mattina). La tabella cambi, inoltre, riporta i valori delle valute dei Paesi dell'Est europeo (dai rubli russi al tallero sloveno), che solitamente non compaiono nelle tabelle dei cambi dei quotidiani italiani. La Banca di Credito di Trieste è conosciuta anche come istituto di credito della minoranza slovena in Friuli e per questa sua specificità ha molte relazioni con i Paesi dell'Est; anzi, i funzionari tengono a specificare che gli interessi dell'istituto arrivano fino a Vladivostok. L'intento della banca è quello di arrivare a offrire una serie di servizi al credito a questa vasta platea internazionale di utenti attraverso o il phone banking o Internet.

La banca vince per ora il premio del maggior numero di pagine Web pubblicate: a oggi arrivano a 120. Grazie all'utilizzo dell'algoritmo per la compressione dati JEPG, "tutto questo materiale non occupa più di 2 MB di disco - ci ha detto Miran Pecenik, responsabile del progetto Internet per l'istituto triestino - tanto che viene conservato su solo due dischetti da 3,5 pollici". Tale soluzione permette inoltre di utilizzare come server sistemi non particolarmente potenti e, quindi, economici. "Tra breve tempo entreremo a regime con molti più servizi di quelli attuali, per allora pensiamo di installare come server Internet un sistema RISC 6000 di IBM nella versione base (modello 250): per le nostre esigenze, la potenza di questa piattaforma è più che sufficiente".



WEB BANCARI STATUNITENSI

In questo viaggio tra le banche su Internet non poteva mancare una visita ad alcuni siti di istituti bancari statunitensi che, a detta di tutti, si possono considerare all'avanguardia.

Security First Network Bank non è un'istituto tradizionale che ha scelto di servirsi di Internet, ma è una banca nata espressamente per svolgere tutta la sua attività sulla rete delle reti. Formalmente la banca è finlandese, ma la sede operativa è in Kentucky. Un utente che si collega all'indirizzo www.sfnb.com entra in una banca virtuale e cioè si trova davanti un'immagine tridimensionale in cui sono riprodotti elettronicamente i desk tipici di un'agenzia con i loro bravi impiegati disponibili a ricevere le richieste della clientela. A questo punto se non siete già un cliente della banca una maschera vi informa che potete viaggiare come volete all'interno del sito WEB e che, se dopo questa visita vorrete usufruire dei servizi di Security First, non dovrete far altro che inviare un assegno di almeno 1.500 dollari a un P.O. Box a un indirizzo in Kentucky. Questa cifra sarà il vostro conto corrente. Cosa potete farci? Essenzialmente trasferimenti si denaro per pagare bollette, fatture, cedole delle tasse (quelle USA, sia federali che statali) e altro ancora. A titolo di demo, tutta la modulistica elettronica relativa ai trasferimenti di denaro è disponibile anche ai visitatori non clienti, che così potranno rendersi conto di come viene svolto il servizio. Altri servizi risultano un po' limitati. per esempio, alla voce "Investments", il sito propone l'acquisto dei soli certificati di deposito della banca stessa. Inoltre, la possibilità di interloquire con "l'esperto del mese" attraverso la posta elettronica è più teorica che reale. Chi scrive attende da più di un mese una risposta riguardo a cosa dovremmo aspettarci dall'economia USA nel 1996.

Infine, per quanto riguarda questo sito, le informazioni promozionali sono veramente scarse, poiché proprio attraverso le demo la banca illustra ai visitatori la bontà dei suoi servizi.

Altre banche USA, come la Mark Twain Bank ( http://www.marktwain.com), già ora offrono molti più servizi elettronici di quelle italiane, ma la quantità di informazioni esclusivamente promozionali è di gran lunga preponderante. Inoltre, per trasferimenti di denaro anche non molto consistenti, la banca chiede di confermare l'operazione con una telefonata.



CONCLUSIONE

Per buona parte del 1996 le banche italiane su Internet saranno ancora nella fase di sperimentazione. Le speranze degli istituti di credito che per ora stanno solo investendo è che nel 1997 si verifichi il boom dei servizi online. In ogni caso, la redazione di Progetto Banca si prende l'impegno si seguire passo per passo l'evoluzione del fenomeno.





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