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JOURNAL OF INTERNET BANKING AND COMMERCE
- 15 June 1996

LE BANCHE ITALIANE ALLA CARICA IN INTERNET

Ah, le banche, queste istituzioni imperturbabili in doppiopetto grigio, simbolo di stabilità e serietà, cariche di simboli severi come colonne , architravi e capitelli ...

Eppure anche in Italia stanno scoprendo Internet. Per le banche americane è già normale esserci, con più servizi possibili, senza preoccuparsi eccessivamente dei problemi della sicurezza o di misurare la penetrazione di Internet nel loro tessuto produttivo e nelle abitazioni private. Ed ora, quando in America le banche nella grande rete si contano oramai a centinaia, inizia il fenomeno di massa anche a livello europeo, prima in Inghilterra e poi nel vecchio continente. Anche dai paesi dell'Est comincia ad apparire un numero rilevante di banche in rete.

In Italia, le banche hanno incominciato a preparare i primi siti durante l'estate del 1995. Come se ci fosse stato un accordo, negli ultimi 15 giorni di settembre si sono presentate in Internet ben 6 banche, tra le quali anche la nostra. Sin dall'inizio abbiamo iniziato a monitorare l'ingresso in rete delle altre banche italiane, dedicando loro una pagina (http:/www.bctkb.it/bctkb/finabkit.htm) che attualmente conta una settantina di nomi.

Se si suddividono territorialmente, si vede che il 65 % dei siti Web sono di banche del Nord Italia. Se guardiamo il numero delle pagine, scopriamo che addirittura il 33 % dei siti presenta una sola pagina o non sono più accessibili. Solo il 10 % delle banche offre ai surfisti una scelta di più di 50 pagine. Stessa percentuale anche per le banche con pagine in inglese, mentre una sola si propone con pagine slovene ed un'altra con pagine tedesche. Per quanto riguarda la tecnologia utilizzata, solo il 5% dei siti usa Java e un'altro 5 % le frames di Netscape V2.0.

In base ai servizi che le banche offrono, si possono notare diverse strategie aziendali. Le informazioni che si possono trovare, si possono ragruppare nell seguenti catagorie:

Dopo questa indigestione di informazioni verrebbe da dire che non manca niente. E invece no.

C'è ancora molto da fare per tutti prima di poter dire che le banche italiane sono "veramente" presenti nel Web.

A mio parere, le deficienze principali sono quattro, e precisamente :

1) la mancanza di un HOME BANKING informativo e dispositivo in Internet, possibilmente integrato con il self-service aziendale (che a questo punto diventa obsoleto ...): da un sondaggio effettuato quest'anno al Cebit di Hannover e' risultato che la clientela è principalmente interessata a disporre di maggiori servizi finanziari - in Europa ad oggi sembra non ci sia ancora una banca che offra un Internet-banking decente, mentre in Italia certe voci di corridoio danno per imminente la partenza di ben due banche ...;

2) la PAURA DELLA CONCORRENZA nazionale (più link si mettono, anche "mirati", più l'utente torna sul link originario e più si contribuisce al miglioramento della qualità generale del sito bancario): bisogna perseguire una cooperazione interattiva con la concorrenza per garantire un miglior servizio al cliente;

3) disponibilità di più INFORMAZIONI GENERALI al net-surfer sul modo di fare banca (per tutte le banche, la percentuale dei visitatori-clienti è bassissima), fornendo al contempo meno informazioni su se stessi (scegliere quelle significative!), FACILITANDO al massimo il visitatore nella navigazione (a noi non costa niente, al visitatore si), evitando la grafica "corposa" e monitorando anche la velocità di uscita delle pagine presso altri provider;

4) non ancora sufficiente VISIBILITÀ nazionale ed internazionale dei siti bancari (ad oggi sulle varie liste c'è una media di 6/7 banche italiane, media del tutto insufficente), magari offrendo l'integrazione delle proprie informazioni con quelle di altri provider locali in modo da formare un unico sito virtuale, visibile anche dalle cosidette liste geografiche, quali CityNet, Yahoo, Virtual Turist, ecc.


Dalle notizie che stanno arrivando anche dal circuito interbancario, è possibile prevedere che in breve tempo le banche saranno obbligate ad avere un "qualcosa" Internet-like in casa . Inoltre, grazie ad alcuni servizi già avviati dagli istituti centrali (Credito Cooperativo, Caribusiness, ecc.), molte banche vedranno il WWW come uno strumento interno ed esterno capace di provocare un rinnovamento tecnologico e generazionale che, volendo concludere questo scritto con una fantasia, non faccia più associare le banche all'archittettura del passato , ma magari ad una nuova sigla BBB (Building Best Bank).


Miran Pecenik

Banca di Credito di Trieste


nbctkb@nbctkb.it
http://www.nbctkb.it/