Home pageIL SOLE 24 ORE - 28/08/1996



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Sportelli timidi con Internet

Ancora pochi gli innovatori: c'è da risolvere il nodo sicurezza. Intanto cresce il gap con gli Usa


Milano-Navigare (in Internet) necesse est. Ma con cautela. Sembra essere questo il motto del mondo bancario italiano, sbarcato in forze su internet (in meno di un anno 86 banche hanno realizzato un proprio sito web), ma ancora restio a utilizzare la rete come strumento di home banking, ovvero come mezzo per compiere azioni bancarie (dall'aperture di conto corrente ai bonifici) servendosi delle cosiddette «autostrade telematiche». Così mentre dagli Stati Uniti arrivano previsioni che parlano di crescita esponenziale degli sportelli virtuali per via della riduzioni dei cost, le banche della Penisola restano bloccate tra la scarsa confidenza con lo strumento, i ritardi degli organi istituzionali, e, soprattutto la mancanza di garanzie di sicurezza. E anche gli instituti più determinati e interessati al nuovo modello di remote banking finiscono per rimandare il varo di progetti che rendano la rete un reale strumento di lavoro.

La conquista bancaria di internet da parte, neanche a dirlo, dagli Usa (dove addirittura nell' ottobre '95 è nata la Security First Network Bank, accessibile unicamente via Internet). Secondo una ricerca presentata agli inizi di agosto da Booz-Allen and Hamilton, una delle principali società di consulenza internazionali, entro il 2000 saranno 16 milioni le famiglie statuitensi che useranno l'Internet banking. Ciò che colpisce, è che dagli sportelli telematici sembra possa arrivare addirittura il 30% del totale dei profitti degli istituti creditizi. Una somma giustificata dal fatto che i costi di una transazione via Internet saranno di circa 13 cents, contro i 54 cents necessari per il servizio via telefono e gli 1,8 dollari agli sportelli.

In Italia dal settembre dello scorso anno, 86 banche sono entrate in Internet (un'altra decina ha i siti in corso di preparazione.) Il quadro generale rivela che, in verità, un terzo dei siti è composto da un'unica pagina, e solo il 10% delle banche ha in linea più di 50 pagine. I servizi offerti vanno dall'illustrazione della struttura della banca alla descrizione dei prodotti e dei servizi, fino alle campagne pubblicitarie. Alcune banche propongono notizie finanziarie (indici di borsa, tassi cambi, riviste economiche, glossario finanziario) mentre poche istituzioni arrivano a fornire il servizio di home banking informativo, ovvero la possibilità di conoscere, stando a casa, il proprio estratto conto. E nessuno offre l'home banking dispositivo, cioè la possibilità di compiere operazioni.

Sono soprattutto le banche di piccola-media dimensione a condurre la gara all'utilizzo di Internet, per via di una maggiore elasticità strutturale. La Banca di Credito di Trieste a settembre sarà la prima ad essere in Internet per un anno intero. «Con l'home banking completo, ovverosia informativo che dispositivo-spiega Miran Pecenik, responsabile dei servizi informativi- partiremo completamente l'anno prossimo, quando saremo certi di aver risolto il problema sicurezza». Secondo Pecenik il problema maggiore, oltre alle scarse garanzie di protezione dei dati del cliente e della banca, è la cultura delle stesse banche. Il sito dell'azienda triestina è «frequentato da 1400-1500 visitatori al mese, perchè la nostra è la sola banca che da un'informazione complessiva della situazione home banking in Italia, cosa che dovrebbe fare l'Abi».

Tra gli istituti più intraprendenti, la Banca di credito cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro, dalla fine di aprile concede a chiunque arrivi sul suo sito web la fissazione di appuntamenti, l'apertura di conti correnti, le richieste di carte da credito e addirittura la richiesta di concessioni di fido, con simulazione del piano di ammortamento del mutuo. E' solo un principio di home banking dispositivo "poichè siamo, come tutti, in fase sperimentale"- rivela Diomedis Sorrento, responsabile del Ced della banca- «e tutto sommato non c'è stata ancora reattività da parte dei clienti. Finora solo una decina di aziende hanno chiesto i servizi via Internet». Nelle pagine web della banca marchigiana non c'è ancora la possibilità di home banking informativo, che invece è disponibile sul sito della Cassa di Risparmio di Spoleto. «Per fidelizzare la clientela- spiega Bruno Proietti, responsabile dell' area risorse dell' istituto umbro- il servizio è raggiungibile solamente per i clienti Carispo che abbiano l'allaciamento Internet con Caribusiness, il nostro provider». Da giugno i clienti della banca («sono un centinaio solo a Spoleto») possono vedere saldo e ultimi 100 movimenti «a un sistema di accesso a doppia password». «Per settembre- spiega Proietti- prevediamo la messa in rete della simulazione degli interessi attivi e passivi sul proprio conto».

Home banking informativo anche per la Cassa di risparmio di Firenze, che in sostanza permette l' accesso alla propria rete telematica, ovvero a una cosiddetta rete Intranet (una rette su linee private e "chiuse", realizzata in modo da garantire l'accesso ai soli soggetti autorizzati). Sono molte le banche che già mettono una rete Intranet a disposizione della propria clientela (di solito aziende) con linee dedicate, ma senza allacciarle poi con Internet. Dal primo luglio la Cassa fiorentina offre gratis (il costo sarà di 120 mila lire all'anno a partire dal '97) «a una trentina di clienti- spiega Sandro Caldani, dirigente della banca- la possibilità, attraverso una password e il numero di conto in codice,di verificare la propria liquidità, il saldo-conto, i movimenti giornalieri, la situazione titoli».

Il discorso home banking resta in fase del tutto sperimentale per il Banco Ambrosiano Veneto, dov'è stato «approntato un laboratorio tra una strettissima cerchia di persone- rivela Roberto D'Adda, responsabile del progetto- per studiare le tecnologie per rendere Internet più sicuro di quanto lo sia». In particolare si pensa alla creazione di sistemi di simulazione per gli investimenti domestici. Tra le grandi banche in Internet meritano l'attenzione la Comit, la Bnl e il San Paolo di Torino. Nelle pagine della prima è possibile ritrovare, per esempio, ampie informazioni sulle tendenze monetarie, l'andamento dell' indice Comit e dei mercati monetari. Il progetto "Net-time" della Bnl, invece, offre a chiunque, non solo ai clienti, la possibiltà di acquistare un abbonamento alla rete presso qualunque filiale della banca.

Banca

Data d'ingresso

Indirizzo

Cassa di risparmio di Firenze

09/95

http://www.carifi.it/

Nuova Banca di credito di Trieste

09/95

http://www.nbctkb.it/

Banca popolare dell'Etruria e del Lazio

09/95

http://www.bpel.it/

Banca di Roma

09/95

http://www.bancaroma.it/

Banca commerciale italiana

10/95

http://www.bci.it/

Banca popolare dell'Emilia-Romagna

12/95

http://www.comune.modena.it/bper/

Cassa di risparmio di Spoleto

12/95

http://spoleto.caribusiness.it/carinet/index.htm

Banco di Sicilia

12/95

http://www.ifcom.ti/bds/pag1.htm

Credito Bergamasco

01/96

http://www.creberg.it/

Banco di Napoli

02/96

http://www.vol.it/bninfo/

Banco Ambrosiano Veneto

03/96

http://bluenet.ibm.it/CLIENTI/AMBRO/index.html

Banca popolare di Bergamo

04/96

http://www.bpb.it/

Credito Valtellinese/Credito Artigiano

05/96

http://www.creval.it/

Monte dei Paschi di Siena

05/96

http://www.comune.siena.it/siena/docs/3B09D504/3B09D504.HTM

Banca Nazionale del Lavoro

06/96

http://www.ntt.it/bnl/home.htm