Home pageMILANO FINANZA - 14/09/1996

BASTA SCHERZI CON LA WEB

VIRTUAL BANKING

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Sull'onda delle applicazioni americane,
grandi e piccole aziende di credito italiane
saggiano timidamente le potenzialità di Internet.
Finora sono 86 quelle che si sono cimentate.
Ma solo per promuovere servizi.
Ora però bisogna passare al vero business.

di Ferruccio Farina

Nel settembre '95 erano sei, alla fine dell'anno erano diventate venticinque, oggi, agosto 1996, sono più di ottanta le Banche italiane che si sono affacciate in Internet.

Anche se il nostro sistema bancario non brilla per spirito di innovazione, era impensabile che con la strada già indicata e percorsa da tante consorelle straniere, quelle americane naturalmente in testa, anche gli istituti di casa nostra non iniziassero a sperimentare le enormi potenzialità della Grande Rete. Il modello finale sembra già delineato: una banca virtuale da utilizzare dal salotto di casa propria, senza limiti di orario. Così come già fanno tanti utenti americani, seduti comodamente in poltrona, si potranno controllare i saldi e i movimenti del proprio conto corrente, verificarne le condizioni, controllare in tempo reale l'andamento dei mercati finanziari, acquistare e vendere titoli, richiedere e ricevere consulenze specializzate su qualsiasi argomento, disporre pagamenti, magari per le merci acquistate tramite i cataloghi elettronici presenti in Internet.

Allora, addio alle lunghe file agli sportelli, agli austeri palazzi tutti marmo e ori? Addio agli incomprensibili contratti e agli indecifrabili prezzi dei servizi offerti?

Sembrerebbe proprio di si, almeno secondo i più accaniti sostenitori dell'Internet banking, Virtual banking o Cyber banking che dir si voglia. Un fenomeno che, per la sua portata rivoluzionaria, ha già iniziato ad interessare studiosi, autorità, banche e operatori. E ha già visto susseguirsi convegni e discussioni anche a casa nostra. Non ultimo quello della Consob che sta studiando insieme all'organismo mondiale di controllo delle attività finanziarie, l'Iosco, se e quali norme bisognerà far osservare agli operatori bancari autorizzati.

I motivi del successo annunciato e, per alcuni, immancabile, sono quattro: i livelli di sicurezza delle informazioni, la facilità d'uso dei nuovi strumenti telematici, il basso costo dei servizi e, soprattutto, l'esplosione dei collegamenti alla rete. Anche per l'Italia, infatti, le previsioni forniscono dati formidabili: secondo Ovum, le utenze Internet domestiche, che nel 1995 erano 230.000, diverranno 1,26 milioni nel 1997 e 3,22 milioni nel 2001, Senza contare le aziende e le istituzioni. Davvero un bel target per il sistema bancario italiano assetato di nuovi strumenti di concorrenza.

Leader nel mondo delle cybertransazioni bancarie sono, e tali sembrerebbero desinati a restare, i grandi colossi d'oltre oceano. Tuttavia anche banche di dimensioni minimali vi si sono gettate a capofitto dimostrando come, con Internet, si possa raggiungere il successo non più solo con la potenza economica e con la massiccia presenza geografica ma con l'efficienza e l'innovazione. Negli USA è addirittura nata ex novo una banca completamente virtuale, senza sportelli né impiegati, né sede aperta al pubblico né casseforti: : è la Security First Network Bank (SFNB). Formalmente è finlandese ma la sede operativa è in Kentucky. E' attiva da pochi mesi, ha già duemila clienti e, sbarcata a fine maggio a Wall Street, in una mattinata ha raddoppiato il valore delle sue azioni a conferma della fiducia degli analisti e del mercato americano.

Per quanto riguarda la sicurezza - problema non da poco, quando si parla di denaro, e fattore critico di successo - Visa; Master Card, Netscape e Microsoft sembrano averlo risolto con la firma recente dell'accordo SET (Secure Eletronic Transactions), un protocollo che dovrebbe eliminare i rischi delle truffe e delle violazioni. Ma il vero pericolo non viene dagli hackers, i predatori che violano i grandi sistemi informativi, contro i quali la tecnologia sembra aver trovato rimedio. La preoccupazione maggiore, che le autorità di tutela hanno già iniziato a dibattere in convegni e forum, è quello dell'ingresso in rete di banche senza scrupoli, troppo "virtuali" e poco "virtuose". E tutti, gli scettici e gli entusiasti delle enormi potenzialità di questo nuovo strumento, auspicano che si instauri al più presto un sistema di controllo e di tutela delle presenze telematiche di banche e operatori finanziari.

Le ottantasei banche italiane che si sono lanciate in Internet sono ancora alla prima fase dell'approccio, quella della promozione, della pubblicità e della presenza istituzionale.

La seconda fase, quella del business, quella cioè dell'utilizzo delle enormi potenzialità per l'home banking e della telematica a tutto ciò che può costituire transazione economica, registra da noi, al momento, non poca diffidenza. Infatti solo tre banche, e non propriamente di prima grandezza, si sono spinte fin ora all'interattività: la Cassa di Risparmio di Firenze, la Cassa di Risparmio di Spoleto e la Banca di Credito Cooperativo di Civitanova e Montecosaro. Ma già si registrano altri annunci: la Banca di Roma - entro l'anno -, la Banca Popolare di Bergamo -entro il febbraio 1997- e l'attivissima Banca di Credito di Trieste, leader dell'Internet banking di casa nostra.

COME SI ENTRA NELLA RETE

NUOVA BANCA DI CREDITO DI TRIESTE:http://www.nbctkb.it/

E' il sito di riferimento per chi vuol navigare tra le banche italiane. Permette l'accesso immediato alle ottantasei banche italiane attualmente in rete attraverso una lista corredata di una descrizione delle loro specificità. Oltre alle pagine interattive sui suoi prodotti, che sono diventate un modello per molte altre aziende, sta predisponendo una gamma di servizi tecnico/finanziari innovativi tra cui l'Home banking, che attiverà dal marzo 1997. Dal 13/9/95 al 31/5/96 ha ricevuto 350.000 visite da una settantina di paesi di tutti i continenti, un vero record. Pur nelle sue dimensioni limitate, è la seconda banca italiana ad essere entrata in Internet e il responsabile dei suoi servizi informativi è già un'autorità a livello internazionale

MILANO FINANZA: http://www.milanofinanza.it/

E' uno dei siti italiani più attrezzati in fatto di servizi economico finanziari. Propone gli indici delle principali borse mondiali, i corsi delle valute, le quotazioni dei Fondi comuni di investimento, la prima pagina de settimanale, un servizio News, una rassegna stampa dei principali fatti economici nazionali ed internazionali. Tra i servizi professionali ADC, Consulenza Economico-Finanziaria con Analisi e Banche dati dei Mercati Mobiliari. In fatto di banche: "Banche e Banchieri" con la classifica delle prime 100 banche italiane e i 2800 banchieri top in ordine alfabetico.

TUTTI I SITI DELLA BANCHE ITALIANE.

La presenza in Internet delle banche italiane varia da banca a banca: il 10% offre più di 50 pagine, il 40% circa una sola. Quasi tutte fanno pubblicità ai loro prodotti esibendo una gamma praticamente indifferenziata di conti Baby, Bimbo, Giovane, Donna, Uomo, Anziano, etc., etc. E quasi tutte raccontano la loro storia e lo loro benemerenze, in maniera più o meno efficace. Per aumentare l'attrattività dei loro siti, non sono poche quelle che sono orientate a inserire pagine di interesse culturale oppure l'illustrazione della storia e delle specificità del territorio di cui sono emanazione. Ancora poche, invece, sono quelle che offrono servizi finanziari utili: cambi, informative sui mercati, ecc. La prima banca italiana ad entrare in Internet è stata la Cassa di Risparmio di Firenze ((http://www.carifi.it/)che nel suo menu attuale propone la sua storia, il bilancio, l'elenco delle filiali e i suoi prodotti e servizi d'avanguardia tra cui "Pronto" (Phone banking). La Cassa di risparmio di Spoleto (http://www.caribusiness.it/CARISPO/MAIN.HTM) e la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro (http://www.mbook.com/bcc) sono le altre due banche già attive con Home banking a cui si accede con l'inserimento di un codice Pin riservato. La prima offre una notevole quantità di pagine sui prodotti e sulla trasparenza bancaria con i prezzi di tutti i servizi. La seconda, piccola ma molto informatizzata, permette anche di ottenere via rete appuntamenti per consulenze, richiedere l'apertura di conti correnti, il rilascio di assegni, e la simulazione di piani di ammortamento di mutui e prestiti. La Banca di Roma (http://www.bancaroma.it/) è stata la prima grande banca italiana ad entrare in Internet e ha grandi progetti: Home banking entro l' anno, potenziamento delle pagine con la pubblicazioni del Servizio Studi e numerose pagine di carattere culturale sul patrimonio artistico di Roma. Le sue pagine più frequentate: commenti finanziari ai mercati valutari e "Affare Fatto", un di "mercatino" di argenti, orologi, monete medaglie, maioliche, antichi e moderni. Ospita la manifestazione "30 ore per la Vita" di cui la banca è sponsor. Circa 2.000 accessi giornalieri. La Banca Commerciale Italiana (http://www.bci.it/) ha un sito molto istituzionale e austero: bilanci, filiali in Italia e all'estero, rassegna stampa, archivio storico, e pubblicità ai vari prodotti/servizi tra cui Comit on line, che non è "virtual banking" ma "phone banking".(cioè interrogazioni e servizi via telefono, che Comit sembra aver privilegiato rispetto ad Internet). La Banca Popolare Veneta (http://www.vol.it/BPVENETA/) con "Navigando" propone alla clientela l'abbonamento Internet full time a condizioni vantaggiose in collaborazione con Video on Line, Alle aziende clienti offre la possibilita' di inserire gratuitamente alcune pagine di pubblicità.. In quattro mesi ha registrato più di 20.000 presenze. Programmi: maggiore utilizzo di Internet sia nel campo dell'Home Banking, che della comunicazione e del marketing. La Banca Popolare di Sondrio (http://www.popso.it/) detiene il primato per il numero di pagine attive, più di mille, in gran parte in chiave promozionale, istituzionale e di finestra sul territorio di elezione. Progetti: potenziamento delle pagine e Home banking evoluto operativo entro l'anno. Molta attenzione all'immagine e alla grafica. L'Istituto Bancario San Paolo di Torino (http://www.sanpaolo.it/) propone prodotti e servizi per tutte le età e per tutti i gusti, accompagnati da concorsi e incentivi, il tutto in ben 197 pagine Web. Più orientato all'autopromozione che all'informativa e nessuna intenzione di utilizzare Internet per l'home banking per il quale preferisce i sistemi tradizionali. Quella della Cassa di Risparmio di Cesena (http://www.romagna.com/crc/), con mappa delle filiali, grafica con immagini pesantissime da scaricare tra cui quelle del bar aziendale, è una autopromozione dal dubbio effetto. Un esempio da non imitare.

Per i navigatori che vogliono curiosare tra le istituzioni e le banche d'oltre oceano s'impone una visita alla World Bank (http://www.worldbank.org/) per farsi un'idea della struttura e dei progetti dell'istituto e della situazione economica mondiale. La Bank of America (http://www.bofa.com/), presente su America on line dal settembre 1995, con i suoi servizi in rete ha superato ogni previsione di successo raggiungendo 15.000 richieste di home banking. Costo del servizio $ 6,50 mensili. Il programma di ottimizzazione di tesoreria famigliare costa meno di 10 $. Il sito della Wells Fargo (http://wellsfargo.com/) è quanto di più americano si possa immaginare: un viaggio tra quotazioni e previsioni dei mercati finanziari americani e internazionali, servizi on line, immagini affascinanti di cow-boys, indiani, carabine, diligenze e forzieri che ricordano la lunga storia del gruppo bancario. E' anche possibile visitare il museo virtuale della compagnia. Un sito da non perdere per assaggiare il futuro è quello della Security First Network Bank (http://www.sfnb.com/), la prima banca del mondo solo virtuale.Per accendere un conto corrente virtuale basta inviare un assegno -vero- di 1.500 US $. Offerte speciali a non finire per attirare clienti.

Infine, per i navigatori che amano il rischio, non può mancare un salto in una banca off-shore tra le tante presenti di Antigua, Bahamas, Barbados, Bermuda, Isole del Canale, Singapore. Per saggiare le opportunità: CAYMANX TRUST COMPANY, Isle of Man (http://www.enterprise.net/caymanx/), Providing Banking, Trust and Investment Services. A member of the Cayman National Group.