![]() |
|
|
| RASSEGNA STAMPA |
|
|
| IL GIORNALE DELLA BANCA - NOVEMBRE 1996 |
| Strategie & Mercati - INTERNET |
|
|
Sono già una novantina gli istituti di credito che hanno aperto un sito sulla rete delle reti. Con prodotti, notizie finanziarie e comunicazioni pubblicitarie. Ecco chi sono, quali servizi offrono e come li presentano.
di Domenico Megali
Da quando, nel settembre dello scorso anno, sono apparsi in Internet i primi siti intestati alle banche, per gli istituti di credito italiani si è aperto il fronte della comunicazione virtuale. Attualmente sono circa una novantina le banche presenti su Internet: venticinque di credito cooperativo, ventiquattro casse di risparmio, quattordici popolari, venti aziende di credito ordinario e sette di interesse nazionale. In questo panorama si spazia da realtà molto impegnate e in prima fila per lo sfruttamento dei collegamenti in rete ad altre che, per ora, hanno manifestato scarso interesse verso questo nuovo strumento telematico. Una delle banche più attive sulla rete delle reti è la Banca di Credito di Trieste, che mette a disposizione sul proprio sito Internet alcune pagine interamente dedicate a tutti gli altri novanta istituti di credito. Da un'indagine svolta dall'Ufficio organizzazione della banca triestina in collaborazione con il reparto Sistemi Informatici diretto da Miran Pecenik, esperto di informatica e appasionato dell'argomento, è emerso che il 44% delle aziende di credito che operano su Internet è concentrato al Nord Italia, il 13% al Centro, il 7% al Sud e il 4% nelle isole. Il 33% dei siti si compone di una sola pagina nella quale generalmente appare una breve presentazione della banca. Solo il 10% degli istituti di credito, invece, inserisce in rete una documentazione superiore alle 50 pagine. Le banche che si presentano anche in lingua inglese sono poche: una sola utilizza lo sloveno e un'altra il tedesco. Ma come e cosa comunicano le banche italiane su Internet?
La sicurezza della rete. Cominciamo innanzitutto col dire che la sicurezza delle transazioni economiche sulla rete Internet, in genere fatte segnalando il numero della carta di credito o le coordinate bancarie su cui effettuare gli addebiti, rappresenta il vincolo tecnologico intorno a cui ruota il futuro di Internet e il suo possibile sviluppo. Finora, quest'ultimo punto, è stato affrontato dalle banche italiane soltanto di riflesso rispetto a quello che i grandi istituti di credito e i circuiti internazionali come Visa, Mastercard, American Express, Diners hanno fatto oltre oceano. I sistemi di crittografia già adoperati nelle versioni più utilizzate del software per poter navigare in rete sembrano ridurre notevolmente i margini di rischio di queste operazioni. Ma se l'uso delle transazioni telematiche non è ancora alla portata di tutti gli utenti bancari che utilizzano il Pc quotidianamente, figuriamoci per quei milioni di utenti che ancora non sanno che cos'è un Pc. Quello che si potrebbe sviluppare attraverso Internet sembra ancora un mercato ristretto a pochi, sia clienti delle banche sia consumatori in genere, anche se quei pochi rappresentano nel mondo milioni di persone.
Il mercato. Da un'analisi di mercato condotta dalla Morgan Stanley risulta che degli attuali 150 milioni di possessori di Pc nel mondo, tutti potenziali utenti di Internet, più del 7%, equivalente a 10 milioni di persone, si sono collegati lo scorso anno a Internet per affari. Per la fine del 1996 gli utenti dovrebbero aumentare a 15 milioni. La società di ricerca Nielsen è ancora più ottimistica della Morgan Stanley: valuta infatti già in 24 milioni il numero degli attuali collegamenti. Un dato che tuttavia si riduce in Italia ad alcune migliaia di correntisti, sia privati che aziende che rappresentano solo l'1% del totale dei clienti bancari.
Le strategie. In base ai servizi offerti dalle banche si possono individuare diverse strategie aziendali. C'è chi sul proprio sito ha inserito esclusivamente la struttura della banca utilizzando Internet per presentare l'organigramma, i bilanci, l'organizzazione interna, gli indirizzi delle filiali (alcune perfino inseriscono le foto dei responsabili che vanno dai capi filiale ai direttori generali). Altre banche hanno descritto i prodotti e i servizi suddivisi per target di riferimento: giovani, bambini, ragazzi, anziani, professionisti, aziende, donne e categorie merceologiche specifiche. Infine alcuni istituti di credito ogni mese evidenziano una proposta precisa relativa a un servizio o un prodotto. Le informazioni che le banche immettono in rete spaziano dai documenti necessari per aprire un conto corrente a indicazioni su come ottenere fidi, prestiti, mutui agevolati, carte di credito, istruzioni da seguire nel caso di smarrimento di assegni, carte o Bancomat. Insomma tutta una serie di notizie utili su cosa e come fare quando si ha bisogno di un servizio finanziario. Sono invece poche le banche che utilizzano il collegamento Internet per farsi pubblicità. In questi casi sulle pagine web si trovano notizie relative a sponsorizzazioni, eventi culturali, numeri verdi, pubblicazioni, partecipazioni a fiere e convegni, rassegne stampa. Non mancano le informazioni riguardanti i cambi delle valute e i dati sulla Borsa a cui si alternano notizie sull'economia nazionale e la situazione internazionale. Ci sono poi alcune banche che utilizzano Internet per vendere servizi e prodotti. Altre si servono invece della rete per comunicare con i propri utenti inviando messaggi e fissando appuntamenti. Insomma sembra che ci sia proprio tutto, eppure qualcosa manca ancora. Da un sondaggio effettuato lo scorso marzo durante il Cebit di Hannover è risultato che la clientela bancaria provvista di collegamento Internet è sopratutto interessata a disporre di maggiori servizi finanziari. In Europa però sembra che nessuna banca sia in grado di offrire un Internet-banking efficiente e completo. Per un istituto di credito infatti ciò potrebbe creare problemi, primo fra tutti quello della concorrenza. Con l'inserimento di tanti link (pagine) anche originali e interessanti, si migliora la qualità generale del sito bancario ma, nello stesso tempo, si offre gratuitamente alla concorrenza molto materiale informativo. Un altro problema è la scarsa visibilità delle banche italiane all'interno delle principali liste internazionali nelle quali sono inseriti gli indirizzi per settore, di tutti quelli che operano su Internet. Attualmente soltanto una decina di banche italiane sono reperibili a livello internazionale nelle principali liste geografiche come City Net, Yahoo e Virtual Turist. Gabriele Massimo Vignoli, responsabile del servizio innovazione tecnologica dell'Abi, a questo proposito è categorico. "Purtroppo in Italia le banche sono ancora concentrate sulla fidelizzazione dei clienti", dice Vignoli, "Questo è un ostacolo all'evoluzione telematica. Il mercato dovrebbe utilizzare un sistema di standardizzazione unico con il quale l'utente possa richiedere dati alle banche di cui è correntista, utilizzando la stessa prassi. In alcuni Paesi europei come Gran Bretagna, Austria, Francia e Germania e sopratutto Stati Uniti, è stato adottato il sistema Quicken della Intuite. Questo software standardizzato offre l'opportunità ai clienti di interagire con gli istituti di credito e a questi di rispondere con gli stessi criteri. Il software costa 50 dollari e viene rifatto dalla Intuite per ogni singolo Paese. Pertanto è necessario che le banche adottino un sistema unico".
I servizi. Alcune realtà locali, nonostante le critiche diffuse sono riuscite in poco tempo a realizzare servizi e prodotti via Internet assolutamente all'avvanguardia anche rispetto a concorrenti di livello nazionale e internazionale. La Cassa di risparmio di Spoleto, per esempio, da qualche mese ha istituito un servizio che consente ai propri utenti collegati a Internet di richiedere digitando il proprio nome e il codice Pin della carta Bancomat, l'estratto conto con gli ultimi 90 movimenti effettuati. La Comit, una delle prime banche nazionali ad aprire una sede virtuale (ma la prima in assoluto è stata la Cassa di risparmio di Firenze), ha realizzato una home page dove chiunque può cercare notizie e informazioni sui prodotti bancari e lasciare messaggi. Da qualche mese, i correntisti possono richiedere anche analisi personalizzate sui propri investimenti, tassi di interesse, notizie sui mutui ed eseguire, direttamente da casa, operazioni bancarie. "Le informazioni che i clienti inviano attraverso Internet", dice Luciano Zanchi, uno dei vicedirettori del settore informatica, che con Gioacchino Stoppa ha curato la creazione della sede virtuale, "consentono di ottenere ogni giorno i nominativi di almeno 25/30 nuovi possibili clienti da contattare". Comit mette anche a disposizione studi e analisi internazionali, tabelle macroeconomiche, andamento dei titoli o delle valute in Italia e all'estero con un notevole vantaggio in ordine di tempo. "Atti di convegni, studi e banche dati che prima si potevano ottenere solo a pagamento", spiega Costanza Govino, responsabile dell'ufficio studi e dati della banca, "oggi sono a portata di mouse, e assolutamente gratuiti."
Sul sito della Bnl, inaugurato lo scorso maggio, sipuò visitare il patrimonio informativo del gruppo. Ma non solo: anche opere d'arte custodite presso la Collezione Roma di proprietà della banca, oltre 50 capolavori che gli utenti di Internet possono visionare da vicino. Realizzato in collaborazione con la sezione Bnl multiservizi, Albacom e Copin di Catania, l'indirizzo Internet della Bnl dispone di altre pagine che illustrano servizi, studi e ricerche dell'istituto.
(Ha collaborato Miran Pecenik)
http://www.nbctkb.it/finabkit.htm
Internet è una delle più grandi reti di comunicazione mondiale. Il principio su cui si basa è quello di una rete che collega tra loro milioni di computer. Ne fanno parte più di 50 mila reti di calcolatori distribuiti tra enti, aziende e privati cittadini. La gestione di tutti i supporti tecnici per entrare (nodi, cavi e ripetitori) è a carico di grandi società private e pubbliche. Per accedere occorre stipulare un contratto di abbonamento con un provider e in Italia ce ne sono circa 400. Il costo dell'abbonamento varia in relazione alla velocità delle linee che si possono utilizzare, alla loro potenza e alla distanza fisica che separa l'utente dal provider stesso, sia che si tratti di linea dedicata che di semplici collegamenti via modem e telefono. Chi vuole collegare tutte le proprie filiali nazionali ed estere, con sedi europee o con clienti e fornitori oltreoceano, dovrà avvalersi della consulenza e dei servizi del provider con linee dedicate e collegamenti diretti sia per l'Europa che per gli Stati Uniti. Esistono infatti grandi dorsali con cui allacciarsi a Internet. Alcune europee come Ebon, con sede a Parigi, Pipex di Londra, Unisource e altre prettamente americane come Alternet/Uunet con sede nel New Jersey. Anche le società di telecomunicazione come France Telecom, British Telecom in Europa e le americane AT&T, Mci, Sprint si sono inserite nel business e offrono ai loro abbonati collegamenti a Internet a prezzi stracciati. Le aziende che svolgono traffico via Internet, oltre a possedere server sufficientemente potenti con cui entrare in rete, dovranno garantirsi una linea sempre aperta. Sono poco meno di dieci i provider nazionali in grado di garantire collegamenti internazionali sempre aperti nel caso in cui una dorsale ceda, a causa di un sovraccarico di collegamenti. Prima di abbonarsi a un provider è meglio conoscere bene la potenza delle linee dedicate e la loro effettiva capacità di far navigare senza perdite di tempo. È necessario anche cercare provider vicini, perchè nel totale dei costi avrà molto peso la distanza tra l'azienda e il provider nella quale passerà il cavo di collegamento. Più lontano è il provider di accesso a Internet, più caro sarà il collegamento. Ma se il provider di accesso ha buone linee si possono abbattere i costi di telefono, modem e fax.
http://www.nbctkb.it/provider/provider.htm