AZIENDA BANCA - Nº 11 NOVEMBRE 1996
ESPERIENZE
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Un anno nella rete
A un anno dalla partenza, la Banca di Credito di Trieste traccia il primo bilancio della sua esperienza su Internet. Provare per imparare, apertura totale, forte legame con il territorio. Ne parla Miran Pecenik, responsabile dei servizi informativi
Un'anno di presenza in Internet viene oggi considerato (a ragione) equivalente a tre o addirittura quattro anni negli altri settori economici o finanziari. Viene quindi naturale fare un bilancio del mio primo anno di esperienza di bancario nel Web. Nella primavera dell'anno scorso, in Banca di Credito di Trieste avevamo appena concluso un progetto di self service. Fu allora che iniziai ad interessarmi di Internet: presi un account privato e, senza alcun pregiudizio, mi misi a a curiosare in giro per il mondo in rete. Incominciai così a farmi un'idea di quello che al surfer interessava e quello che evitava e non potei non notare le grosse opportunità di business offerte da questo mezzo. Dopo due mesi di viaggi spesso notturni, decidemmo che era venuta l'ora di entrare in rete come banca, offrendo agli interessati gli stessi dati da poco disponibili presso i nostri self-service. Dopo un mese di preparativi, speso in gran parte a costruire una ragnatela di link verso il nostro sito, abbiamo iniziato ad inserire le pagine in inglese ed in sloveno (la nostra banca ha molta clientela estera), proseguendo con notizie locali, e finendo con inserire tutto il materiale disponibile al pubblico presso i nostri sportelli. Siamo poi passati, all'inizio del 1996 ad installare una dozzina di postazioni interne, offrendo con ciò ai nostri dipendenti più smaliziati la possibilità di avere le tutte le informazioni del sito a portata di mano su intranet. Da qui in poi, tutto il resto - incontri, proposte e collaborazioni - è venuto quasi da solo. Citerò solo le cose più importanti, delle quali viene mantenuta una traccia sul nostro sito http://www.nbctkb.it/.
Dopo i primi mail che dagli Stati Uniti mi incoraggiavano a proseguire con una grafica non oppressiva e pesante, iniziarono le prime fruttuose collaborazioni a livello interbancario, sia con le varie istituzioni di categoria che con le singole banche in rete, con le quali abbiamo creato delle apposite mailing list. Tranne casi eccezionali, in tutti i possibili "concorrenti" ho trovato uno spirito di collaborazione cui non avrei mai pensato prima: un po' come a scuola, quando ci si preparava per gli esami tutti insieme. Sin dall'inizio ho pensato di costruire una pagina (per la sua lunghezza, ormai la paragonerei più ad una sciarpa!) dove poter offrire al visitatore l'elenco completo e sempre aggiornato delle banche italiane che man mano arrivavano in Internet, con la più testarda obiettività possibile (per esempio: per soli tre giorni non siamo la prima banca italiana in Internet - cosa mi sarebbe costato affermare che eravamo partiti cinque giorni prima ?). L' imparzialità ed il voler considerare solo fatti concreti mi hanno creato anche qualche problema con singole controparti (che insistevano su improbabili date di partenza in Internet antecedenti di 5-6 mesi, oppure che avevano provveduto a fare la copia completa della nostra pagina con tanto di apposizione del proprio copyright). Negli ultimi mesi certi articoli su quotidiani nazionali mi attribuivano adirittura frasi "polemiche" in riferimento a chi avrebbe dovuto mantenere una pagina del genere. Insomma, ne sono successe di tutti i colori.
L'altra pagina "hot" del nostro sito è sin dall'inizio quella del listino cambi, che ogni giorno riporta i dati di ventuno valute, tra le quali anche alcune dell'Est Europeo - anche questa pagina ci è stata ovviamente copiata. Anche in questo caso è fondamentale la correttezza dei dati riportati, visto che molte ditte e negozi la usano ogni giorno per il proprio lavoro. Come la pagina delle banche, anche questa ha ricevuto, nel tempo, un numero rilevante di link un po' da ogni parte del mondo. Per invogliare la gente a visitarci, abbiamo provveduto a cambiare spesso la home page, inserendo almeno una volta al mese dei servizi nuovi e, sopratutto, utili. Da richieste via e-mail sono poi seguite collaborazioni con la Zecca dello Stato, con l'Università di Palermo, con la Bocconi, con la Prefettura di Trieste per la messa in rete dei risultati elettorali di aprile, fino alla partecipazione ad un concorso a livello europeo nell'ambito della conferenza mondiale del Web svoltasi in maggio a Parigi. Grazie alla pagina delle banche italiane abbiamo avuto anche una collaborazione con una rivista virtuale canadese. In seguito alle recensioni sui principali quotidiani italiani siamo stati invitati a parlarne in diversi convegni e riunioni. In uno di questi ultimi ho esposto, quasi per scherzo, alcuni miei appunti sui principi che ci hanno guidato per la pubblicazione del nostro materiale sul Web: sono stati già definiti "il decalogo del buon sito bancario", tanto che l'abbiamo dovuto anche pubblicare.
Non sempre però tutto è filato liscio. Oltre che con le difficoltà esterne ho dovuto misurarmi costantemente con il resto del lavoro corrente, come anche con certe credenze (ma devo dire che le cose stanno cambiando) secondo le quali Internet serve a vedere Playboy o a perdersi in chiacchiere con uno sparuto nugolo di studenti smanettoni. Ad un convegno mi è stato chiesto quanto ci sia costata, in tutto, la nostra presenza su Internet. "Una cifra irrisoria", risposi, spiegando però che il 90% del mio lavoro non era quotato, in quanto fatto a casa,nelle ore serali. Dalle considerazioni che ne seguirono, mi parve che fosse qualcosa che non dovevo assolutamente dire. Col passare dei mesi, però, sempre più e-mail (da altre banche, istituzioni, ditte, partiti politici, ecc.) mi arrivano alle ore più impossibili. Dal che si può tranquillamente dedurre che il sito che vive solo dalle 8.15 fino alle 16.45, non è un sito, ma una brochure elettronica. Un sito deve essere a disposizione della clientela (e anche degli altri) 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Voglio proprio vedere come si potrà inquadrare sindacalmente un lavoro (non più tanto futuribile) del genere. Chi si occupa di Internet, che sia una banca o un'altra entità, deve crederci in fondo, solo così potrà avere dei ritorni. I quali ritorni, come mi illustrò a fondo un collega di un'altra banca, sono quantomeno una pubblicità positiva che è difficile quantificare, ma che sicuramente, se pagata, verrebbe quotata in diverse decine di milioni di lire. Oltre a ciò, le nostre pagine Web sono andate abbondantemente oltre a dove possono essere arrivate, anche solo per caso, le nostre brochure tradizionali. Non starò ad elencare tutti i mail ricevuti e spediti in quest'anno, ce ne sono diverse migliaia di interessanti. Solo per la preparazione di un questionario sull'uso del Web, in collaborazione con un laureando dell'Università di Palermo, ci siamo scambiati in sei mesi piu' di 1.300 mail, per non parlare delle numerose richieste di assunzione, offerte di finanziamenti "convenienti", mail con responsabili di primo piano di grandi ditte nazionali ed internazionali, per finire con le richieste anche della nostra clientela di ricevere l'estratto conto via e-mail o di sbirciare nei conti attraverso Internet: sta comunque arrivando anche il momento per evadere anche queste richieste. Con l'approvazione, si spera in tempi brevi, della legge sugli "Atti e documenti in forma elettronica", con la definitiva consacrazione degli standard in fatto di sicurezza e con il mantenimento del tasso di crescita mensile degli utenti di Internet in Italia, la strada ancora da fare per usare la rete come mezzo principale di colloquio con il pubblico è veramente breve.
Miran Pecenik
Banca di Credito di Trieste
10 consigli per un buon sito
(dall' esperienza della Banca di Credito di Trieste)
- Home page veloce, struttura organica del sito:
le pagine escono veloci ed il visitatore non si "perde"- Notizie proprie esaurienti (indirizzi e prodotti), pagine della propria clientela:
il visitatore/cliente trova le risposte che vuole- Interattivita' oltre al obbligatorio E-mail, evasione rapida della posta:
esiste un colloquio facilitato con la banca, che risponde sempre- Multilingue, almeno italiano/inglese:
non mirare solo al proprio territorio, tanto vale fare una BBS- Apertura verso l'esterno con link aggiornati, anche verso la concorrenza:
la differenza tra una brochure ed Internet- Pagine utili a tutti:
non solo per la propria clientela- Visibilita' dall'esterno - link da siti nazionali ed esteri:
buona visibilita' = piu' accessi = successo del proprio messaggio- Novita', pagine originali (non copiare !!), continui aggiornamenti,
anche della home-page:
il visitatore torna piu' volte- Iniziative locali (radicamento nel territorio), culturali, benefiche:
la banca promuove il Web nella sua zona di influenza- La banca ci crede in Internet (riassunto di tutti i punti precedenti,
con l'aggiunta di home banking sicuro, statistiche e contatori, ecc.):
trasparenza completa !!