Il Sole 24 ORE - INFORMATICA - Venerdì 21 febbraio 1997
Home banking via Internet
a cura di Maria Rosaria Zincone
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Home banking via Internet
Nel nostro Paese iniziano a prendere corpo iniziative per la fornitura di servizi online alla clientela privata. Entro l'estate saranno disponibili i primi sistemi in grado di effettuare operazioni con trasferimento di denaro
Fare banca su Internet costa meno, molto meno. Booz-Allen e Hamilton hanno calcolato in dollari i termini del risparmio: un'operazione eseguita allo sportello costa 1,08 dollari, attraverso telefono con operatore 50 centesimi, con il pc banking proprietario 26 centesimi e attraverso Internet solo 13 centesimi. Sotto questo già persuasivo deterrente è stata poi accesa la miccia della fidelizzazione. Al cliente evoluto, quello che ha poco tempo da perdere in banca perché è un manager, un imprenditore, un professionista, piace l'idea di «andare in banca» restando seduto alla propria scrivania. Meglio se può andarci anche quando viaggia, 24 ore su 24 e 365 giorni l'anno.
Lo conferma una ricerca condotta da Mastra sul mercato italiano: oggi il 56% degli intervistati vorrebbe poter fare tutto per telefono, il 13% via Internet e pc, il 6% sceglierebbe la televisione interattiva e il 26% altre soluzioni (per esempio, la visita di un promotore finanziario). Le preferenze nel 2000 (tra quattro anni) saranno già cambiate. Il telefono sarà sceso al 45%, a favore di Internet (25%) e della tv interattiva (11%); scendono invece le altre possibilità (21%).
Nonostante le decise preferenze dei clienti, le banche intervistate da Mastra affermano che la loro priorità più immediata è rappresentata dalla diffusione dell'home banking, seguito dal phone banking e dalle reti mobili. Questa discrepanza che, come abbiamo visto, tende a regredire nel 2000, è intuibilmente dovuta ai costi stracciati offerti da Internet. Particolare che non sfugge alle banche italiane che muovono rapidamente verso la rete di reti.
Quelle che hanno un sito Internet secondo la società di consulenza europea Qualisteam (http://www.qualisteam.com/) sono le più numerose in Europa: 53 siti contro i 37 della Germania, i 21 della Spagna, i 20 della Gran Bretagna, i 19 dell'Austria i 14 della Svizzera. Ma secondo Miran Pecenik, responsabile Edp della Nuova Banca di credito di Trieste, che le ha messe tutte sul Web (http://www.nbctkb.it/) con i link per raggiungerle, le banche italiane su Internet sono 110.
Di queste solo una manciata offre servizi informativi interessanti per il cliente. Banca di Roma ha il record delle pagine, circa 2.500. Un migliaio riguardano le filiali, ma sulle altre c'è di tutto: commenti finanziari, elenco dei codici Abi-Cab, andamento delle valute, Borsa ecc. La palma per la grafica va invece alle oltre mille pagine della Banca popolare di Sondrio (http://www.popso.it). La Cassa di risparmio di Firenze (http://www.carifi.it) è stata invece la prima, nel luglio scorso, a mettere in rete servizi di home banking informativo, ma su pc e modem. Per la fine dell'estate Carifi prevede di offrire ai clienti anche la possibilità di dare disposizioni alla banca e il servizio andrà su Internet.
L'Osservatorio di Istinform sull'evoluzione della rete in banca segnala tra le realtà locali la Cassa di risparmio di Spoleto (http://www.carispo.it) e la Banca di credito cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro (http://www.mbook.com/bcc/) che offrono servizi di home banking su Internet .
Ma nel gruppetto che arriverà primo alla meta ce ne sono anche alcune che oggi hanno sulla rete poco o nulla, perché puntano su una strategia a più ampio respiro. Capofila di questa scuola è la Banca nazionale del lavoro (http://www.bnl.it) . Nel settembre del 1995, presso la società del gruppo Bnl Multiservizi, Bnl ha creato un centro servizi Internet che si avvale della rete Albacom diffusa su tutte le provincie italiane della quale Bnl è comproprietaria. Nell'aprile '96 Bnl ha aperto il sito Internet e in giugno è diventata Internet provider. NetTime (http://www.ntt.it), gestito da Bnl Multiservizi su rete Albacom , offre i classici servizi da provider (accesso e hosting). In sei mesi ha venduto 7.000 abbonamenti che, secondo Bruno Conti, direttore commerciale di Bnl Multiserivizi, hanno permesso alla società di conoscere i pro e i contro di Internet. Ma lo stesso Conti dice: «È più facile vincere alla lotteria che essere visti "per caso" da un navigatore di Internet».
Il passo successivo è stato allora avviare alleanze sui servizi con le comunità organizzate. Sono nati così Internet per l'artigiano, per l'avvocato, per il medico. Ma anche il sistema Internet e di E-mail per Rover, applicazioni per il gruppo Cepu ecc. Scopo: creare un «vero mercato su Internet».
Quanto ai servizi bancari per la fine di quest'anno dovrebbero decollare l'home banking su browser , informativo e dispositivo, correlato al telephone banking e il servizio di corporate banking "leggero" su Internet rivolto alla piccola impresa. Nei progetti a breve c'è invece il commercio a distanza sia su Web che su Call center. Sotto questo aspetto non va sottovalutato un particolare: tra i soci di Albacom c'è Mediaset . Questo potrebbe spingere la banca verso il nascente mercato italiano della tv interattiva?