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25/04/1997
Il Sole 24 Ore - Inserto Informatica

L'esplosione delle soluzioni hi-tech mette a rischio la privacy dell'individuo
di Miran Pecenik

articolo tradotto in inglese da Michele Clara
per il Journal of Internet Banking and Commerce
30/06/97 - 2001 -- SOME SPACE FOR AN ODYSSEY
(nel 2001 ci sarà spazio per un'odissea ?)




In quanti ci domandiamo dove ci porterà, nel breve, quella cosa che oggi chiamiamo Internet ? Ormai vediamo, scriviamo, parliamo, ci vediamo e tra poco compreremo, senza dover più uscire di casa. Il telelavoro, minimizzando i costi fissi di struttura, verrà sempre più incentivato, nonostante il pericolo che certi lavori (classico esempio alcune linee aeree americane con l'ufficio prenotazioni nel Sud-est asiatico) non vengano più fatti in loco, ma commissionati a strutture di basso costo in qualche parte del globo.

Comunque, di questo hanno già parlato firme illustri. Da parte mia vorrei fare alcune riflessioni su un pericolo ben più grande, che emerge dall'analisi dell'avanzata tecnologica a 360·. Vediamo di fare un cocktail logico delle cose che stanno accadendo.

Oggi esiste la teorica possibilità che ogni abitante della terra possa avere un indirizzo IP (Internet Protocol) sulla rete. Si sta passando, entro 1-2 anni, ad un ampliamento biblico : 60 triliardi di indirizzi univoci per ognuno di noi. Perchè ?

La tecnologia domestica, PC & Co. a parte, si sta convertendo velocemente alla fuzzy logic. Si tratta di rendere gli elettrodomestici (ma vale anche per altro, p.es. per le automobili) intelligenti, con la scusa di farli funzionare meglio, "conoscendo" gli usi ed i costumi dell'utente finale. Le lavatrici e le lavastoviglie scelgono da sole il programma adatto e la quantità di acqua che serve, la rete darà le informazioni volute senza neanche cercarle, il televisore e lo stereo proporranno film/canzoni che reputeranno di interesse per il loro padrone, ecc. ecc.

Le telecomunicazioni sono sempre più wireless (senza filo), dal preistorico telecomando TV, alla tastiera o alla stampante ad infrarossi, fino ai telefonini Dect, i cosiddetti citofoni urbani. Gli ultimi tentativi di tecnologie alternative (il superdoppino telefonico della At&t o l'uso dei cavi della corrente elettrica - progetto Novell) non hanno ancora (mai ??) visto la luce.

L'attuale tecnologia di base che supporta le funzionalità Internet è in pieno contrasto con la neonata legge sulla privacy. Le informazioni che oggi un visitatore lascia dietro a sè sono già sufficienti per identificarlo, se poi vengono "condite" con le informazioni aggiuntive richieste per questo o quel servizio/software gratuito, la schedatura è completata.

Lo scoglio della percentuale bassa delle famiglie che possiedono un PC sta per essere elegantemente superato con la Web-TV. Fare con la TV quello che oggi facciamo con il PC è quasi una realtà. Alcune TV via cavo americane offrono già oggi, sulla banda riservata al televideo, il collegamento con Internet. Sarà la prima Web-TV italiana o il secondo gestore delle telecomunicazioni ad abolire la tariffa urbana a tempo ? A quel punto ci potremo collegare gratuitamente, ma ... sarà un fatto positivo ?

Nel mondo bancario non si parla altro che di home banking. Le banche cosidette "offshore" (in paradisi finanziari quali Bermuda, Antigua e simili) lo danno già in modo completo e visibile, molte banche americane lo stanno applicando integrandolo anche con prodotti di home-finance quali Intuit Quicken o Microsoft Money. In Italia una mezza dozzina di banche lo sta proponendo in modo molto soft per il timore di attacchi da parte dei pirati informatici ed attendendo (di investire in) uno standard nazionale o internazionale. Dopo la prima generazione di software/servizi bancari su Internet, chi non resisterà ad ampliare l'offerta con fornitori consigliati o con prodotti di interesse specifico per il cliente, dedotti in modo "logico" dalle informazioni elettroniche lasciate dal cliente stesso ? Quando ci servirà un'automobile nuova, non andremo più a cercarla, ma ci verrà "lei" incontro, in base ai nostri gusti, alla composizione del nostro nucleo familiare e dalla nostra disponibilità finanziaria. Fantascienza ? No, è solo una lunga sequenza di byte ...

Questi sono gli ingredienti del cocktail, ognuno (per importanza) con la sua dose. Possiamo tentare di prevedere il suo gusto ?

Il cuore elettronico della casa sarà il PC (o il televisore), al quale verrà collegato in modo molto semplice qualsiasi apparecchio elettrico (o anche a batterie). Ogni apparecchio avrà un suo indirizzo univoco sulla rete che non si chiamerà più Internet, ma in un modo più semplice e globale (tipo omni-bus o passe-par-tout ...). Ogni consumatore dovrà comunicare i suoi dati al produttore dell'apparecchio (naturalmente via filo/etere). Ci saranno delle verifiche (gratuite!!) periodiche che non serviranno altro che a far "parlare" la macchina con la sua casa madre (cavallo di Troia elettronico), dandole tutte quelle informazioni che necessita, non solo per migliorare il prodotto, ma anche per conoscere le abitudini degli utilizzatori. Tanto per fare un esempio, provate a pensare ad una casa giapponese che produce elettronica di consumo, computers ed automobili; fino a dove potrebbe spingersi nel violare la privacy del singolo individuo ?

Parafrasando un celebre titolo di film : nel 2001 ci sarà spazio per un' Odissea?

Individuo, privacy ed iniziative saranno termini del millennio passato. Non vorrei sembrare un visionario. Da più di vent'anni mi occupo di computer e da tre di Internet, convinto dell'utilità del mezzo, ma con certi limiti etici. I passi tecnologici sopra descritti ricordano molto le varie fasi che hanno portato alla clonazione della pecora scozzese. Subito si sono mossi tutti, ma ormai l'obiettivo era raggiunto. Dire che una cosa è fuorilegge, dopo che è stata già fatta, è troppo tardi, altri potrebbero usarla per scopi diversi.

Spero vivamente che ciò non succeda con Internet

Miran PECENIK
webmaster@nbctkb.it
http://www.nbctkb.it/


Miran Pecenik è il responsabile dei sistemi informativi della Nuova Banca di Credito di Trieste. .
(ndr. fino al 30/06/1999)
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