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inter.net - Maggio 1997

di Sergio Imbonati
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Le Banche su Internet

Nello spesso periodo in cui negli Stati Uniti nasceva il primo istituto di credito realmente virtuale, che opera cioè esclusivamente su Internet, le banche italiane hanno iniziato ad avvicinarsi a questo nuovo mezzo. Nel settembre 1995 è stato aperto il primo sito bancario della penisola, oggi se ne contano oltre cento. E intanto anche da noi avanza l'home banking.



Internet è un veicolo di comunicazione in grado di raggiungere una platea di enormi dimensioni. Le aziende di tutti i settori, perciò, studiano da anni i metodi per sfruttarne al meglio le potenzialità. E le banche non fanno differenza. Attratte dalla rete delle reti per la possibilità di ottenere un grande numero di contatti a costi ridotti (e per una sorte di timore di "non esserci"), non hanno tuttavia superato interamente le diffidenze (giustificate o meno) rispetto all'opportunità di investire budget consistenti su un mezzo da molti considerato un semplice gioco. Oltretutto con opinioni contrastanti in merito al grado di sicurezza: orde di pirati telematici (gli ormai mitici "hacker") sembrano, secondo alcuni, aspettare solo di poter eludere i controlli degli istituti di credito per saccheggiarli e metterli alla berlina.

La questione è squisitamente tecnica e gli istituti che offrono servizi in line forniscono abbondanti informazioni sui metodi adottati a difesa del sistema.

Ma vediamo una panoramica dell'attività delle banche su Internet, con un'attenzione particolare a quanto hanno fatto gli istituti italiani, senza tralasciare indicazioni ed esempi provenienti dall'estero, per poter fare confronti e conoscere le strade battute da chi è partito molto prima.

Le banche italiane su Internet: una storia recente

Sono meno di due anni che gli istituti bancari italiani hanno iniziato ad utilizzare Internet come mezzo di comunicazione. E a dare il via alle danze sono state sopratutto le banche di piccole e medie dimensioni, mentre i big del settore hanno dovuto faticare non poco a vincere la loro naturale ritrosia all'innovazione e ai cambiamenti.

Nel settembre 1995 sono apparsi sul web i primi siti, tra i quali quelli della Cassa di Risparmio di Firenze (vedere box) della Banca di Roma (http://www.bancaroma.it), della Banca di Credito di Trieste (http://www.nbctkb.it/). Quest'ultima si è fatta notare subito per la ricchezza dei contenuti e, col tempo, per l'attenzione al continuo aggiornamento e arricchimento. Ancora oggi (nel frattempo la banca è diventata la Nuova Banca di Credito di Trieste) ospita un elenco commentato di tutte le banche italiane su Internet, una selezione di link finaziari e una ricca rassegna di quanto la stampa, specializzata e non, ha pubblicato sull'argomento. L'istituto triestino ha compreso, in sostanza, lo spirito della comunicazione on line: per essere frequentati e ottenere risultati (per lo meno l'immagine, che non è poco per una banca) bisogna offrire un valore aggiunto. Purtroppo un numero rilevante di società non ha ancora fatto proprio questo principio. Le attività di molte banche su Internet, infatti, si limitano ancora alla pura presenza: una home page, magari qualche pagina di descrizione e nient'altro. Una semplice versione video di un depiliant pubblicitario.

A partire da settembre 1995 il sistema bancario ha iniziato a studiare la questione e programmare attivitå su Internet. Tanto da portare l'Associazione bancaria italiana (più nota come Abi), con la collaborazione dell'Istinform, a studiare l'atteggiamento dei cybernavigatori italiani nei confronti dell'offerta di servizi bancari on line. Nell'ottobre dello scorso anno si è così scoperto che la quasi totalitå vorrebbe utilizzare Internet per accedere alla propria banca. Chi conosce il sistema, del resto, ne comprende facilmente alcuni vantaggi: rapiditå, possibilitå di accesso da ogni luogo, nessun vincolo di orario, controllo in tempo reale del proprio conto.

Da qualche mese, coerentemente con le esigenze emerse dall'indagine Istinform, le banche italiane (anche quelle di grandi dimensioni) hanno iniziato a considerare seriamente le possibilitå offerte dalla rete di comunicare in modo interattivo con il pubblico e di offrire servizi in modo semplice e rapido. E finalmente anche in Italia è cominciata l'era dell'home banking.

Un "giro d'Italia" virtuale delle banche italiane su Internet

I siti di banche italiane su web sono più di cento. Pochi rispetto sia al totale degli istituti che operano nel nostro paese sia all'universo del cyberspazio, ma troppi per poterli descrivere uno per uno. A questo compito è dedicata la consueta pagina "Business" che, mese per mese, presenta le proposte del settore. Qui ci limiteremo a un tour virtuale che ci porterå a conoscere alcuni esempi nei quali trovare, di volta in volta, idee utili, applicazioni intelligenti, progetti grafici curati, soluzioni azzeccate per le diverse necessità dei navigatori della rete. Una mini rassegna finalizzata a fornire un quadro delle possibilità offerte da Internet, sia alle aziende di credito sia ai loro clienti.

Come abbiamo detto, le banche "minori" (in termini esclusivamente di volumi trattati, sia chiaro) sono quelle che per prime hanno sperimentato Internet. Tra queste, una segnalazione spetta alla Banca Popolare di Sondrio(http://www.popso.it/). Anche sul web, infatti, non ha rinunciato ad esprimere il suo radicamento nella realtà locale e anzi ne ha fatto un punto di forza. Attraverso il video, la Bps illustra i suoi prodotti e la sua storia (una parte di "vetrina" è necessaria) ma anche attività e iniziative a favore della Valtellina. E siccome nella zona si scia, ecco il bollettino meteo e della neve, da consultare prima della partenza per le piste. La costruzione di servizi di home banking non sembra essere ancora all'ordine del giorno, ma la presenza di informazioni di economia e finaza e di link con giornali italiani e stranieri, rende il sito ben più di una mera "presenza". Una segnalazione per le soluzioni grafiche adottate, curate ed efficaci anche dal punto di vista della leggibilità e navigabilità.

Cambiando regione, ma restando in una fascia di istituti "locali", vale sicuramente la pena una vistita alla Cassa di Risparmio di Spoleto (http://www.caribusiness.it/CARISPO). Tra i pionieri dell'home banking in Italia (seppur in forma limitata), ha costituito un utile banco di prova per i servizi previsti per tutti gli istituti del gruppo Cariplo: richiesta di informazioni, verifica dei movimenti e degli assegni, stampa dell'estratto conto direttamente da proprio computer sono stati messi a disposizione dei correntisti. Più concentrata sugli aspetti "di servizio" delle pagine, si è preoccupata meno della loro leggibilità e omogeneità.

Tornando verso nord, sbarchiamo nella home page della Banca Popolare di Bergamo(http://www.bpb.it/), caratterizzata dall'uso di colori brillanti (con evidente prevalenza del blu istituzionale), da una chiara organizzazione degli argomenti e con i bottoni delle novità e della posta elettronica in buona evidenza. Nelle pagine interne, purtroppo, l'impostazione grafica non mantiene tutte le aspettative, ma la navigazione resta comunque agile e rapida, la segnaletica efficace e l'informazione sufficentemente esauriente. Si individuano facilmente le informazioni sulla banca, sul gruppo e sui prodotti, dove vengono evidenziati i vantaggi destinati agli azionisti. Da segnalare, come esempio di comunicazione su Internet mirata ad un target specifico, la sezione dedicata alle offerte riservate ai clienti più giovani.

Ogni banca ha le sue necessità e, di conseguenza, organizza le pagine secondo logiche differenti. Il primo obiettivo delle Banche di Credito Cooperativo (http://www.bcc.it/), ad esempio, è evidente quello di consentire un'individuazione immediata delle banche aderenti alla categoria. Niente di meglio di un sistema di cartine geografiche interattive su cui, attraverso selezioni successive per regione e provincia (pregevole il dettaglio delle carine provinciali) si può viaggare in tutta Italia alla ricerca delle banche di credito cooperativo e delle casse rurali. Ad ognuna è poi dedicata una scheda semplice, ma con informazioni utili per quanti hanno bisogno di conoscere realtà locali sparse lungo tutto lo stivale.

Anche in Friuli si trova un ottimo esempio di come una banca di interesse locale come la Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone (http://www.crup.it/) può realizzare un sito di livello pari o superiore a istituti assai più blasonati. Con una home page di gusto americano (e un claim in stile Hollywood), la Crup ha introdotto alcuni interessanti servizi interattivi, come il modulo per l'inoltro on line della richiesta di informazioni. Molta cura è stata dedicata alla progettazione grafica delle pagine: bande laterali indicano la sezione in cui ci si trova e in testa a ogni pagina è costruita una bottoniera molto comprensibile. Interessante anche il servizio di ricerca, tramite un apposito motore, di informazioni sugli operatori di diversi settori economici. Ad esempio, in pochi secondi si possono ottenere l'elenco di tutti i produttori di un particolare prodotto in una determinata zona geografica.

Tra le banche di dimensioni maggiori alcune hanno annunciato o già attivato servizi di home banking. Come la Cariplo (http://www.cariplo.it/). Organizzato con un'impostazione grafica lineare che ne facilita l'utilizzo, il sito offre finalmente la possibilità di gestire il proprio conto corrente on line: pagamenti, acquisto e vendita di azioni e obbligazioni possono essere ordinati direttamente da proprio computer, con verifica immediata delle transazioni effettuate. Tutte le operazioni, dichiara la Cariplo, sono garantite da tre livelli di sicurezza.

È recentissimo l'avvio delle operazioni su Internet del Banco Ambrosiano Veneto (http://www.ambro.it/). Le disposizioni possibili in questa fase di avvio sono sostanzialmente due: il pagamento di bonifici (previa un'autorizzazione fornita in forma scritta presso una delle filiali) e la disposizione di spostamenti di somme da un conto all'altro della stessa banca (quello che, con termine tecnico, viene definito "giroconto"). Diverse le possibilità di home banking informativo: controllo dei movimenti sul conto corrente, del portafoglio titoli, scambio di messaggi, accesso a informazioni e commenti su temi di economia e finanza. Per ora una valutazione delle questioni di sicurezza hanno convinto l'istituto milanese a non andare oltre: manca uno standard riconosciuto da tutti e sussiste ancora il problema di validità legale degli atti trasmessi via Internet. La carta non è ancora stata soppiantata (e probabilmente non lo sarà per un pezzo). Ma l'intenzione dichiarata è quella di proseguire su quella strada, contro il parere di chi considera Internet un grande ma assolutamente insicuro giocattolo.

Un'occhiata fuori dai confini

Un piccolo volo oltreoceano può a questo punto essere utile, per fare confronti, ma sopratutto per raccogliere idee e suggerimenti preziosi. Approdando alla Citibank (http://www.citibank.com/), ad esempio, si entra in una home page realizzata con una grafica accattivante (senza per questo risultare troppo appariscente). Lo stile è tipicamente americano e in alcune pagine interne si trova il claim «The City Never Sleeps», ispirato forse da una battuta di Michael Douglas in "Wall Street". I bottoni sono comodamente ragruppati in due blocchi: uno per la connessione con le pagine dedicate alle informazioni sulla banca, l'altro a quelle di presentazione dei prodotti e servizi disponibili. La sezione delle performance aziendali si presenta ricca di informazioni, con i dati di bilancio degli ultimi quattro anni presentati in modo particolarmente chiaro. Il sito costituisce un buon esempio di attenzione alle esigenze di pubblici diversi: clienti, investitori, azionisti, ognuno si rivolge alla banca per motivi differenti. E tutti devono trovare le informazioni di cui hanno bisogno.

Ma non è solo il mondo anglosassone a fornire indicazioni interessanti in materia di Internet. Spostandosi verso oriente si possono avere gradite sorprese. «The Gate of Arab World» recita la home page della Arab Banking Corporation (http://www.arabbanking.com/), costruita con una grafica elegante, a metà tra occidente più avanzato e la tradizione mediorientale. Le pagine web ospitano, oltre al profilo dell'istituto e alle sue attività, numerosi link destinati ai business men che desiderano entrare in contatto con il mondo arabo. La finanza sembra presa molto sul serio, ma la tradizione non è mai lasciata in secondo piano. Tra i siti indicati, infatti, se ne trovano diversi dedicati alla cultura e alla religione islamica.



La prima banca italiana in Internet


La Cassa di Risparmio di Firenze (
http://www.carifi.it/)
Realizzato in due versioni, italiana e inglese, il sito presenta una home abbastanza essenziale, ma di facile utilizzo. Buona evidenza è data alle attività culturali della banca e, in particolare al restauro del Perseo. Un sito dedicato a questa attività è collegato a quello della banca e spiega nei dettagli le fasi dei lavori (peraltro con una impaginazione del testo gradevole ed efficace).
La banca fiorentina mette a disposizione dei suoi clienti un servizio di
home banking, grazie al quale possono trasmettere disposizioni di incasso e pagamento (giroconti, bonifici dello stipendio, ad esempio), avere informazioni sul conto corrente, ricercare informazioni su titoli e quotazioni dei cambi.


L'era della banca virtuale


Un quesito è salito prepotentemente alla ribalta delle cronache in questo periodo: le banche nella forma in cui siamo abituati a conoscere da secoli sono destinate a diventare pezzi di archeologia, oggetto di studio delle future generazioni? Un nuovo modo di concepire i servizi bancari sta in effetti muovendo i primi passi anche in italia.
E, a dispetto di quanti vedono nella rete delle reti un pericolo per la salvezza del mondo, di quanti la considerano il "Grande Fratello", il corruttore delle generazioni giovani e meno giovani, il veicolo di diffusione di religioni e filosofie più o meno criminali alcuni pensano che costituisca uno strumento per ridurre i costi, migliorando le prestazioni e la qualità del servizio.

Il principio è semplice: portare la banca a casa dei clienti (da qui il termine inglese "home banking"), in modo che possano accedere ai servizi disponibili riducendo in maniera più o meno radicale le limitazioni di tempo e di luogo tipiche degli istituti tradizionali.
Lo strumento più diffuso nelle case delle famiglie (sopratutto in Italia) è il telefono, e infatti molti istituti sia bancari sia assicurativi lo utilizzano da tempo offrendo la possibilità di eseguire alcune operazioni direttamente dalla cornetta. Ma è il computer il mezzo che tecnicamente rende possibile una reale gestione a distanza delle proprie attività bancarie. Collegato via modem alla banca consente di comunicare, fissare appuntamenti, ordinare operazioni, ottenere informazioni, controllare i movimenti e le condizioni applicate 24 ore su 24, qualsiasi giorno dell'anno, da qualsiasi punto del globo. Senza più bisogno di preoccuparsi degli orari di apertura degli sportelli, delle file, della compilazione di moduli.

Al massimo stadio di sviluppo di questo sistema la banca stessa come sede fisica di attività e persone non esiste più, soppiantata da una sede virtuale, che risiede in Internet e che fornisce tutti i servizi della vecchia banca tradizionale.

Non a caso, proprio dove il computer è largamente diffuso (Stati Uniti) ed è elevata la familiarità con l'uso degli strumenti informatici, i servizi bancari su Internet sono decisamente più sviluppati, tanto da portare proprio alla realizzazione di banche completamente virtuali, attive cioè esclusivamente su Internet.
La First Security Network Bank (
http://www.fsnb.com/) è stata la prima ad essere aperta nel novembre 1995 ma oggi sono già cinque gli istituti americani che offrono i loro servizi esclusivamente on line. In un anno e mezzo la First Security ha superato i 7.000 clienti e i 20 milioni di dollari di deposito, anche se i costi iniziali si sono rivelati alti e l'utile è un traguardo ancora da raggiungere. I clienti telematici hanno, però, l'invidiabile possibilità di controllare in tempo reale le operazioni direttamente sullo schermo e di accedere al conto in qualsiasi luogo si trovi un accesso a Internet in tutta comodità.
Il sito è costituito con una
grafica molto curata e nell'home page è ricostruito l'ambiente di una banca, con tanto di ingresso, sportelli e guardia giurata a indicare le informazioni in tema di sicurezza.
E proprio la sicurezza costituisce, a detta degli esperti, uno dei punti forti della Security First: barriere pressochè invalicabili contro virus, intrusi e imprevisti dovrebbero assicurare i correntisti da ogni sorpresa amara, come e, forse, più di una banca tradizionale.


L'importanza della scelta grafica


Troppo spesso quando si parla di soluzioni grafiche, di progetti creativi si pensa a strumenti destinati a rendere esteticamente piacevole un documento o un prodotto editoriale. Anche parlando di Internet si corre lo stesso rischio.
Non bisogna invece scordare che la grafica fornisce strumenti che possono rendere gradevoli le pagine ma, sopratutto, che ne facilitano la lettura e l'utilizzo. E in partiocolar modo nel campo delle banche, la chiarezza è fondamentale: si parla di soldi, di soldi dei clienti e non devono sorgere equivoci. La scelta del carattere con cui realizzare una tabella con le condizioni praticate ai correntisti, ad esempio, è in questo senso di grande importanza. Oltre a rendere disponibili informazioni utili al cliente (attuale o potenziale che sia), l'istituto che espone con chiarezza i dati che lo riguardano si dimostra trasparente e, quindi, maggiormente affidabile.
Provate a navigare per i siti delle banche ponendo attenzione a questi aspetti e verificatene direttamente l'importanza. Scoprirete presto che una pagina troppo ricca può, se pur gradevole, risultare scomoda da leggere e che, a volte, quelle più semplici possono essere quelle più adatte.