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| Come ti
indago
l'Internet italiana |
di
Vittorio Pasteris
Sesto Potere intervista Giovanni Montana,
l'autore della più citata ricerca sull'uso di Internet in Italia.
Nell'intervista il giovane esperto di Internet palermitano parla della
sua esperienza, proponendo interessanti consigli per i gestori di siti
web italiani
L'avvento di Internet ha messo in evidenza la creatività di nuovi personaggi, spuntati spesso quasi dal nulla, che si sono "messi in rete" dimostrando la loro capacità di costruire qualcosa di veramente nuovo. Uno di questi é Giovanni Montana, ventitreenne palermitano,
laureando in Scienze Statistiche ed Economiche presso la facoltà
di Economia dell'Università di
Palermo. Giovanni é stato l'autore di una ottima ricerca
sulla demografia di Internet in Italia disponibile presso il sito
infostat.mediatel.it.
Come ti e' nata l'idea di fare un lavoro sulla Rete ?
Una volta collegato ad Internet, ho cercato di comprenderne le sue limitazioni metodologiche in campo statistico, consultando vari altri lavori svolti in maniera più o meno analoga. Ho anche verificato approfonditamente quale fosse la situazione in Italia riguardo alle indagini sugli utenti del Web, contattando molte società di ricerca. L'opportunità di sperimentare una nuova metodologia di inchiesta on-line, insieme all'esigenza sempre più sentita e condivisa da società e operatori del settore di disporre di dati aggiornati sulla nascente utenza di Internet in Italia, ha giustificato l'avvio della ricerca, che è partita nell'Aprile del 1996. Giovanni Montana ha sfruttato con grande intelligenza la Rete e per cercare un partner per la sua ricerca ha pensato bene di risalire tutta la penisola italiana, per approdare all'estremo opposto dello stivale: a Trieste. Come hai trovato i tuoi partner?
Per questo motivo la scelta del sito Web in cui pubblicare il questionario dipendeva dalla necessità che il sito avrebbe dovuto essere ìad alto trafficoî e che fosse già linkato in molti altri siti.Dato che líobiettivo di indagine verso cui si era inizialmente orientati riguardava la rilevazione di alcuni caratteri non su tutti gli utenti italiani del Web, ma solo relativamente ad una sotto popolazione di essi, gli utenti interessati allíutilizzo dei servizi bancari on-line, la scelta del sito è ricaduta sulla Nuova Banca di Credito di Trieste, già presente in molti motori di ricerca e con centinaia di links già attivati verso di essa. Ho contattato via e-mail il webmaster della banca, Miran Pecenik, e la collaborazione si è avviata sin da quel primo messaggio. Per la totale mancanza di dati aggiornati sullíutenza italiana, si è poi deciso di ampliare la rilevazione a tutti gli utenti arrivati fino al sito perché interessati alle informazioni in esso contenute. In questo modo si è così deciso di utilizzare la presenza su Internet della banca come supporto per uníindagine di carattere più ampio, senza peraltro che tale scelta gravasse sui costi di rilevazione. Successivamente lo sforzo principale è stato destinato alla
diffusione dellíiniziativa su segmenti di utenza con interessi
molto diversi, in modo da mettere potenzialmente al corrente dellíinchiesta,
tutti gli utenti italiani del Web e facendoli confluire verso il
sito ospitante líiniziativa.
Per questo motivo una fase determinante del lavoro è stata
dedicata alla sensibilizzazione di molti gestori di siti italiani così
che pubblicassero volontariamente un collegamento al questionario.
Per pubblicizzare la ricerca e ottenere link da altri siti avete
scelto di spedire messaggi via e-mail a molti destinatari. Come avete
scelto gli indirizzi e come vi siete comportati per evitare problemi
eventuali di netiquette ?
Terminata così la lunga fase di ricerca degli indirizzi di e-mail, la richiesta di collaborazione allíindagine è stata inviata a 700 siti commerciali, 240 internet providers, 27 reti civiche, 4 mailing list italiane sottoscritte da circa 1400 utenti, 77 redazioni di testate del settore e non, 51 scuole ed istituiti superiori ed infine vari dipartimenti di tutte le università italiane. I messaggi sono sempre stati inviati singolarmente, con ognuno di essi contenente líesatta intestazione del destinatario, partendo dalla convinzione che la confidenzialità del messaggio avrebbe potuto far ottenere un maggior livello di collaborazione. Chi ti ha maggiormente aiutato per riuscire a concludere il
lavoro?
Giovanni Vullo, della Mediatel, mi ha poi fornito un aiuto essenziale sia nel reperimento degli indirizzi e-mail da contattare per la pubblicizzazione sia nella realizzazione del software per la post elaborazione dei dati. Carmelo Saraceno, consulente della
ACNielsen in Italia, mi ha
messo a disposizione alcune variabili sui domini italiani rilevati
tramite líindagine ìNASA
Web Sitesî e che si sono rivelati estremamente utili per
una maggiore comprensione dei dati raccolti.
Com'e' stato fatto lo scrutinio delle form compilate ?
Le rilevazioni statistiche via Internet hanno secondo te un
significato scientifico ?
Le tecniche di campionamento ed analisi dei dati vanno riviste
con queste metodologie mediate dalla Rete ?
Campioni di questo genere sono statisticamente detti ìnon probabilisticiî ed è proprio questo aspetto che limita la generalizzabilità dei risultati, non líauto selezione, che è invece comune a quasi tutte le inchieste in cui i soggetti sono liberi, pur essendo stati contattati, di non partecipare. La natura digitale delle informazioni e le tecniche di rilevazione automatica dei dati su Internet potranno però essere impiegate con profitto sempre maggiore. Le tecniche di analisi, invece, sono quelle usuali e variano in funzione al tipo di dati con cui il ricercatore decide di lavorare. La demografia di Internet della realtà italiana si
presenta molto diversa da quella statunitense?
Prescindendo da tutto questo e riferendomi strettamente ai numeri, il profilo dell'utente italiano sembra essere piuttosto simile a quello statunitense sotto vari aspetti ed anche il tasso di crescita si evolve secondo un trend analogo, sebbene le dimensioni del fenomeno restano ancora diverse. Attualmente sto portando a termine l'elaborazione di questi confronti che presto inserirò, così come altri risultati, sul sito Web. Ma gli interessi statistici e di analisi di Giovanni Montana si sono spostati anche al di là di quello che riguarda la demografia della Rete, cercando di comprendere come valutare oggettivamente altri aspetti dell'economia digitale. Esiste un metodo più o meno oggettivo per valutare
l'audience di un sito ?
Bisogna però distinguere la possibilità di valutare líaudience di un sito dalla necessità di ìconfrontareî líaudience di più siti, diversi tra loro per contenuti, per struttura ipertestuale, ecc. I log files danno la possibilità, seppur con tutta una serie di limitazioni, di conoscere la composizione dell'audience rispetto ad alcuni parametri che però non sono identici per tutti i siti. Gli hits non possono essere che un parametro grossolano. Cosa si
può utilizzare in loro alternativa ?
Ogni hit corrisponde infatti ad una singola richiesta effettuata da un utente, indifferentemente, una pagina HTML, un grafico o un file di qualsiasi altro tipo. Se un utente visita una pagina HTML comprensiva di 5 grafici, per esempio, vengono generati usualmente 6 hits, ma può verificarsi il caso in cui alcune componenti della pagina siano già presenti nella cache del browser dellíutente, così che il loro numero potrebbe essere ridotto. Molti navigatori preferiscono poi non caricare automaticamente i grafici per velocizzare il collegamento ed in questo caso il numero di hits richiesti viene ulteriormente limitato. Hoffman e Novak, due professori di marketing alla Vanderbilt University, hanno affermato che spesso il numero di hits generati da un sito viene reso noto perchè particolarmente elevato, giusto per mostrare un parametro che possa in qualche modo impressionare o fare notizia, ma che in fondo ha un significato molto limitato. Cosa usare dunque? Líapproccio tentato da molte società è stato quello di creare del software tale che possa individuare le singole ìvisiteî, ovvero un sequenza di hits riconducibili ad uno stesso utente durante la medesima sessione. Líideale è però quello di lavorare con líunità elementare ìutenteî, quindi identificare univocamente tutti i distinti soggetti che frequentano i siti. Dato che e' piuttosto semplice "barare" e' auspicabile
un controllo formale sui dati elaborati o si rischia di impazzire fra
controllati e controllori ?
I sistemi di conta on-line, tipo webcounter hanno un senso e un
futuro ?
E' meglio valutare la quantità o la qualità degli
accessi ?
Con riferimento a questo obiettivo la prima esigenza è sicuramente quella di quantificare líaudience, cioè il numero di persone che i vari canali, dunque i diversi siti Web, consentono di raggiungere in un prefissato periodo di tempo. Líottenimento di dati simili sul Web può essere teoricamente realizzabile in maniera totalmente trasparente allíutente e indipendentemente da una sua esplicita collaborazione. Altri aspetti, quali le caratteristiche demografiche, psicografiche, comportamentali, ecc., altrettanto importanti, implicano invece un approccio di ricerca diverso. Qual'è il valore dell'utilizzo dei log dei siti Web ?
Quali sono i parametri più importanti ?
In ogni caso bisogna capire che tipo di informazioni servono realmente e quale dettaglio si desidera ottenere. I parametri più importanti sono quindi da correlare agli obiettivi: in certi casi può essere utile analizzare le ìsequenzeî con le quali le pagine vengono richieste, e presumibilmente lette; quindi il percorso di ogni utente con i relativi tempi di permanenza. In altri casi possono bastare degli indici diversi come il numero di volte in cui un certo banner è stato selezionato. Per le applicazioni più tecniche si può anche prescindere dai contenuti delle pagine, mentre in altri casi è determinante interpretare le preferenze degli utenti costruendo degli indicatori basati su dei parametri che tengano conto del modo in cui le varie informazioni sono presentate. In alcuni studi, per esempio, è stata stimata la relazione tra la frequenza del collegamento e la durata della visita e sulla base di questa stima si è poi segmentata líaudience. In altri casi sono stati anche utilizzati dei modelli psicologici per cercare di comprendere il comportamento degli utenti. L'uso dei log files puó violare la privacy ?
Le aziende americane come usano strategicamente le elaborazioni
sui log ? Le aziende italiane fanno lo stesso?
Un altro utilizzo che mi è sembrato molto interessante è quello relativo alla creazione di ìlink dinamiciî, cioè di collegamenti ipertestuali che, a differenza di quelli statici usualmente posizionati nella pagine Web, vengono mostrati allíutente in base al suo percorso tra le pagine. Per esempio, in un ìmercato virtualeî, uníelaborazione on-line dei log file può individuare le preferenze dellíutente in base al tipo di pagine richieste e mostrare in tempo reale i link più opportuni, anche sotto forma di banners. Per quanto riguarda la situazione italiana, da uníindagine molto informale e non strutturata ho potuto constatare che molte società italiane con presenza in Rete utilizzano semplicemente il software che conteggia gli hits. Questo permette di tracciare un primo profilo dei loro utilizzatori, ma non ho dati precisi relativi ad un utilizzo strategico di questi archivi. E' meglio usare i log files o creare dei cookies localmente ?
In altri casi i cookies sono stati utilizzati come ìcarrello della spesaî: in alcuni siti commerciali è infatti possibile ordinare articoli o servizi attraverso una lista che viene poi salvata nei cookies,così che se la sezione di acquisto dovesse essere interrotta, si può successivamente ricontinuare con gli acquisti senza dover ricominciare tutto daccapo. In alcuni mercati virtuali i cookies vengono quindi utilizzati come strumento di marketing per seguire i clienti nei loro acquisti successivi e, in altri casi ancora, viene usato come metodo per non dover richiedere allíutente di inserire ad ogni sua visita il proprio codice di accesso, per esempio sul sito del New York Times, in quanto viene registrato uní unica volta direttamente sul computer dell'utente. maggio 1997 |
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