AZIENDA BANCA - Anno III - N°
6 giugno 1997
Inchiesta: Internet e dintorni
Quasi 3000 pagine su Internet sono occupate da siti di istituti di credito italiani. Il dato, che è riferito al 15 marzo scorso (e quindi probabilmente è già approssimato per difetto), emerge dall'analisi svolta da Nomos ricerca, società del Gruppo Gartner, per conto del Club Banche Internet promosso da Hewlett-Packard. Lo studio è stato compiuto in orario lavorativo (ore 9.00-13.00/ore 14.00-18.00 dal lunedì al venerdì) utilizzando anche la lista di link delle banche italiane in rete reso disponibile dalla Banca di Credito di Trieste. L'obiettivo dei ricercatori è stato quello di calarsi nei panni dell'utente medio, e per questo è stato tra l'altro utilizzato un sistema non paricolarmente avanzato.
Più che gli aspetti tecnici, si è pertanto cercato di valutare comodità, facilità, interesse alle informazioni da parte di un navigatore comune, cliente reale o potenziale del sistema del credito. Sul versante della proposta bancaria, è emerso che i siti sono stati in genere aperti o per esigenze di immagine e pubblicità, o per allinearsi con gli istituti già presenti. La valutazione dei risultati è stata al momento piuttosto superficiale, e quasi un terzo delle banche intervistate non sembra essersi neppure curato di identificare dei caratteri distintivi del sito. Per arrivare a trasformare Internet in un rilevante strumento di business, c'è ancora da percorrere un bel pezzo di strada, e ogni banca dovrà calibrare cammin facendo obiettivi e strategie.
Sono 135 gli istituti di credito italiani "formalmente" in rete. In realtà è possibile accedere solo a 104 di essi, e le banche medio-grandi fanno registrare un tipo di attività più intensa rispetto a quelle piccole. Si nota inoltre una certa disomogeneità territoriale: mentre quasi il 50% delle banche del nord Italia è presente su Internet, la percentuale scende al 20% se si prende come universo di riferimento il Sud o le isole. Un dato che fa riflettere, dal momento che "la rete" dovrebbe proprio essere uno strumento per mezzo del quale annullare gli handicap di tipo spaziale e territoriale.
Su 135 siti bancari:
Registrare il proprio dominio significa facilitare la ricerca del sito da parte degli utenti, che possono fare riferimento ad un indirizzo www.xyz.com senza dover utilizzare i motori di ricerca della rete, spesso lenti e incompleti. La registrazione o meno del sito è quindi indicativa del tipo di approccio e di interesse della banca verso Internet. Per quanto riguarda il numero di pagine medio dei siti, si va dalle 70 per gli istituti maggiori alle 26 per il totale. Escludendo dal computo i due casi "eccezionali" della Banca di Roma (quasi 2.500 pagine) e della Banca Popolare di Sondrio (oltre 1.000 pagine) oltre un terzo dei siti ha soltanto da 1 a 5 pagine.
Il sito più visitato in assoluto è quello della Banca di Credito di Trieste (dove sono raccolti tutti i link agli istituti di credito italiani) che conta più di 400.000 contatti complessivi, oltre 700 al giorno. Segue la Banca di Roma, presente in rete dalla fine del '95 con oltre 120 visitatori al giorno, per un totale di 70.000. Ma c'è anche un sito che, in quasi un anno, è stato visitato da meno di 20 persone. Un segno di scarsa apertura delle banche italiane verso l'estero è dato dalla lingua: quasi l'80% dei siti utilizza esclusivamente l'italiano, pur essendo l'inglese la "lingua madre" di Internet. Solo un quarto dei siti, inoltre, dispone di un contapresenze.
Le informazioni sono state classificate in due macrocategorie: