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RASSEGNA STAMPA
APPROFONDIMENTO
NetBanking: come le Banche raccolgono e rilanciano la sfida della ReteINTERVISTA A MIRAN PECENIK
Nuova Banca di Credito di Trieste
http://www.nbctkb.it/
1) Quali motivazioni Vi hanno spinto, e spingono il sistema bancario, ad aprire un sito Internet?
a) all'inizio ci ha spinto l'emozione di provare in maniera pionieristica (con tutti i pro ed i contro che questo comporta) un nuovo canale comunicativo con l'obbiettivo primario di conoscerlo per bene.
b) oggi le banche devono offrire anche questo servizio, e lo devono sempre piu' completare (con canali tipo GSM, WebTV, televideo ed altri, in arrivo, sempre piu' fantasiosi) e personalizzare (il cliente non deve sentirsi un numero, ma un soggetto attivo nei confronti della banca).
2) Cosa ha comportato per la Vostra Azienda aprire un sito Internet e quali competenze aziendali ha coinvolto il Vostro progetto?
Come per altre realta' anche maggiori, specialmente nel 1995/96, l'iniziativa e' stata di una singola persona (o di un ristretto numero di persone), prevalentemente del Ced o dell'organizzazione, supportata dalla Direzione, piu' o meno, come ricerca e sviluppo, senza pero' un budget, ne degli obiettivi ben precisi. Dal punto di vista finanziario l'onere e' stato minimo, l'impatto piu' rilevante e' stato l'introduzione della posta elettronica come nuovo canale comunicativo a tutti gli effetti. A pensarci, pero', forse la cosa piu' difficile da far digerire era proprio la parola stessa: Internet (almeno da come era visto fino a poco tempo fa ...).
3) Quali tipologie di servizi intendete offrire attraverso Internet (informativi, dispositivi, a valore aggiunto)? E con quali priorita'?
I servizi informativi sono i primi a dover essere offerti. E' strano che una banca usi Internet solo per il home banking ... Se potessi, metterei subito dopo i servizi a valore aggiunto : sono quelli che possono contribuire all'avvicinamento della clientela ad Internet. Una cosa importantissima che pochissimi fanno e' coltivare la cultura informatica nei confronti della propria clientela, nel senso di portare l'azienda cliente (o anche il privato) a confrontarsi con la nuova tecnologia, dai corsi, ai finanziamenti per l'acquisto del materiale necessario, fino alla predisposizione del sito chiavi in mano, e-commerce compreso. I servizi dispositivi vengono quasi automatici con il home banking. Il problema sta solo nell'avere la facilita' di integrazione con il proprio applicativo.
4) Valutate il Vostro sito sufficientemente evoluto in termini di grafica, contenuti, interazioni utente, e quali priorita' avete definito in tal senso?
Proprio oggi siamo usciti con un nuovo sito, completamente ristrutturato, facile da navigare e senza grafica superflua. Su questo tipo di struttura desideriamo allargare i servizi, dando all'utente quello che vorrebbe avere da una banca, e non solo da una banca. Ho trovato una home page con 2 Mb di animazioni, altre con un look solo testuale. In certi siti ci si perde, in altri non si naviga (al massimo si puo' fare il reload dell'unica pagina). Il sito da prendere come riferimento deve recepire appieno i bisogni del navigatore/esploratore. Chi non si e' mai messo in questi panni, non puo' pensare di fare qualcosa di positivo. Sulla Rete esistono delle regole che "prima" nessuno poteva immaginare.
5) Avete in programma di attivare a breve servizi di pagamento elettronico (ad esempio sul modello di quelli utilizzati in altri paesi), o ritenete comunque in prospettiva interessante questa attivita'?
Essendo del gruppo Banca Antoniana Popolare Veneta, una delle poche banche pilota italiane per l'introduzione dello standard SET-Visa, la risposta mi sembra ovvia.
6) State studiando i sistemi e le tecnologie che Internet propone per il sistema bancario e finanziario? In particolare avete in programma il rilascio di software per la gestione del bilancio familiare/aziendale, con cui interfacciarsi alla banca attraverso Internet?
Ci sono delle specifiche, sia Microsoft (per Money) che Quicken (ammesso che sfondi fuori degli USA) che prevedono nei minimi particolari l'interfacciamento applicativo con programmi finanziari familiari di prim'ordine. Non mi sembra opportuno tentare di inventare qualcosa di nuovo. Al massimo possono venir integrate con quelle "cose italiane" che questi pacchetti non possono prevedere.
7) Avete in programma investimenti promozionali sulla Rete (banner, sponsorizzazioni, ecc.) per far conoscere i Vostri servizi on line? (in quale misura?)
Per adesso non e' stata ancora definita una strategia in questo ambito. Penso che la misura dovrebbe essere in relazione alla qualita' dei servizi che si riescono a mettere on line.
8) Quale/i modello/i di "banca a distanza" Vi sembra piu' rispondente al mercato italiano?
Nessuna, purtroppo (o per fortuna !!) l'Internet italiano sta assumendo una sua precisa connotazione, diversa dal "gusto" americano. Digicash non fa gola a nessuno, i virtual pin sono pressoche' scono sciuti (se ne parla solo nelle tesi di laurea), lo sforzo totale e' pro teso verso la banca telefonica/GSM e al pagamento con le carte di credito on line. Chi si sentirebbe cosi' sicuro da contrattare per delle azioni direttamente con un broker americano ? Forse c'e' spazio per una banca dei minipagamenti , p.es. 200 lire (anzi qualche decina di centesimi di Euro ...) per un listino cambi. La banca a distanza italiana deve essere ancora inventata. Non e' detto che la prima faccia piazza pulita, anzi ...
9) Come Vi configurate il mercato potenziale degli utenti italiani in Rete nei prossimi 2 anni? (qualitativamente e quantitativamente)
Qualitativamente andra' sicuramente scadendo. Tutte le persone che ci credono sono ormai in rete, mancano quelli che fino ad ora non hanno ancora sentito la necessita' di farlo, per cui .... Un discorso a parte vale la Nintendo generation (o quella dopo), ma finanziariamente non puo' ancora dire la sua....
Quantitativamente dovremmo arrivare a un milione di persone che pagano la connessione ed i scatti telefonici e un nugolo indefinito di account per 15 giorni, di connessioni non-profit e scolastiche a tutti i livelli, mentre le connessioni aziendali di reti porteranno gli utilizzatori a superare di molto il famoso break-even point. Un ruolo molto importante potrebbero averlo anche i Comuni, se decidessero (certi lo stanno gia' facendo) di far connettere gratuitamente i propri cittadini.
10) Quanto pensate di investire sul Vostro progetto Internet (mantenimento sito e marketing) per i prossimi 2 anni?
Penso che sia difficilissimo dirlo per qualsiasi organizzazione. La spesa deve essere una cosa flessibile, che va incrementata a dismisura, quando un servizio/prodotto sfonda il mercato o dosata di molto sotto il budget, se il progetto non trova corrispondenza nella richiesta.