|
Rivoluzione in vista fra i conti correnti. Gli
istituti di credito, approdati nel www, tengono d'occhio
l'e-commerce e preparano l'agenzia virtuale. Ma l'America
è lontanta. Parla un esperto.
Dal monte dei
pegni allo sportello telematico
di Fabrina Lanzi
Nuove frontiere per il credito
in rete. L'avvento di Internet sta radicalmente cambiando
il modo di fare banca. Ne abbiamo parlato con Miran Pecenik,
uno dei massimi esperti europei nel settore.
In
un suo articolo in Web
Marketing Tool lei afferma che per le banche italiane
è arrivato finalmente il momento di usare la rete
come uno "strumento di lavoro" ? Ma quante sono
oggi le banche italiane che veramente sono consce dell'importanza
strategica di Internet?
Dopo quattro anni di sperimentazioni e/o approcci molto
timidi, finalmente le
banche italiane iniziano a proporre dei contenuti significativi
nei loro siti web. Le ragioni sono molteplici. Internet
non è più solo uno strumento di lavoro per
pochi universitari, ma sta superando il fatidico break-even
point, superato il quale si ha il ritorno degli investimenti.
Dall'altra parte, la competizione tra le banche c'è
sempre stata. Dopo il sito web ed il home banking, va oggi
molto di moda il commercio elettronico. Qualche banca l'ha
capito, anche se c'è il timore di spingersi un po'
oltre al pagamento con la carta di credito. Far decidere
al compratore come pagare la merce è ancora un'utopia
!
Lei ha scritto recentemente: "Nessuna delle banche
straniere presenti in Internet potrebbe essere presa a modello
per la costruzione dei banca 'virtuale'". Quelle americane
sono dunque le esperienze più avanzate?
Sarebbe stato facilissimo copiare in toto un sito di una
banca americana, comprese le applicazioni che offrono in
rete. Nessuno l'ha fatto e non c'è molto interesse
ad analizzare i loro siti.
L'attenzione è tutta spostata verso le altre banche
europee, anche perché con l'introduzione della moneta
unica saranno i nostri diretti concorrenti, anzi lo sono
già.
La mentalità americana, non solo di fare banca, ma
anche di vendita su canali innovativi, non ha niente a che
vedere con la nostra. In Italia, purtroppo, grosse aziende
di vendita per corrispondenza hanno dovuto chiudere. Perciò
la vera banca virtuale (completa) italiana è ancora
da inventare e non è detto che la prima faccia piazza
pulita delle altre, anzi ...
Questa differenza, nasce forse da una mentalità
diversa de cliente?L' italiano medio, legato ai rapporti
interpersonali e al calore umano, accetterà
di usufruire di un servizio presente esclusivamente in rete?
Può il marketing relazionale, così importante
per creare un rapporto duraturo tra impresa di servizi e
cliente, fare a meno del contatto umano in Italia?
Il contatto umano ci sarà sempre, forse pero' in
modo leggermente diverso. Anche per i telefonini si è
gridato al pericolo che portano, ma oggi è normale
che tutti ne abbiano almeno uno. Con gli sforzi protesi
ad integrare la telefonia cellulare con il Web, il passo
è molto breve. Telelavoro, webcam personali e altre
"diavolerie" porteranno in pochi anni un grosso
numero di italiani a cimentarsi con questo nuovo mondo virtuale.
Parlando di servizi, come nasce Netzapping.com di cui
lei è ideatore e realizzatore?
L'idea base era quella di creare una voce indipendente nel
mondo finanziario dove mettere insieme quanto di meglio,
al servizio del bancario e dell'utente bancario. Inizialmente
era una collection di link verso altri siti, poi mi sono
accorto che certe informazioni erano introvabili.
Così abbiamo iniziato a creare delle pagine proprie,
uniche nel panorama del web italiano. Ad oggi abbiamo già
superato quota 500. Entro marzo usciremo con un servizio
particolare, un database consultabile su tutte le banche
italiane (circa 30 informazioni per ogni banca), che sarà
poi aggregato con un motore di ricerca che indicizzerà
tutte le pagine delle banche italiane in rete, con risultati
imprevedibili.
Fabrina Lanzi
Venerdì,
12 Marzo 1999
Internet view - La società dell'informazione
|