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Frecce tricolori a Trieste (luglio 1999)
Una voce fuori dal coro

Il Piccolo, Segnalazioni, 10 luglio 1999
"Frecce" e guerra


    Ero assente per alcuni giorni da Trieste, e al rientro ho dato un'occhiata ai giornali della città. Non ho letto nessun articolo di associazioni o di privati che contestasse o criticasse in alcun modo la presenza delle "Frecce Tricolori" nel cielo della nostra città.

    Mi sono un pò meravigliato perchè mi aspettavo in minimo di "contrasto" alla cultura della guerra che pur in tanti abbiamo dimostrato di non condividere anche in occasione del recente conflitto nell'ex-Jugoslavia.


    Probabilmente nei prossimi giorni qualcuno si lamenterà del troppo rumore, del fumo e dell'odore provocati dagli aerei nonchè dei problemi legati alla circolazione dei veicoli nel week.end, causa la chiusura al traffico di certe zone. Io mi vorrei lamentare per la presenza nel nostro cielo degli aerei da guerra, di questi giocattoli dell'aria riconvertibili in dispensatori di morte nel giro di poche ore. Per carità, nessuna voglia di approfittare dell'occasione per dire una mia opinione già conosciuta sulla guerra e sulle armi in generale: solo un pò di amarezza per ciò che leggo sui giornali e sento alla radio, cioè che "l'esibizione serve ad animare e rallegrare l'estate di chi resta in città". Io cercherò di rallegrarmi allontanandomi dalla città proprio per dissentire dalla presenza di macchine di morte spacciate per luna park volanti. Ai genitori che porteranno i loro bambini a vedere gli aerei dalla riva del mare prego solo siano sinceri nello spiegare loro a che cosa servano in realtà.

    Come contribuente, mi auguro che non siano stati spesi soldi pubblici per l'iniziativa: come cattolico, seppur non certo osservante, potrebbe scapparmi una preghierina affinchè un guasto ai motori impedisca ai valorosi piloti di decollare da Rivolto, e questi possano decidere - in alternativa - di andare al mare con le proprie famiglie, a giocare a rincorrersi sulla sabbia magari lanciandosi i gavettoni, vere e proprie innocue "bombe d'acqua".

Luigi Matiussi
Presidente del Progetto
Aggregazione Giovanile